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Sopralluogo del Presidente Foroni al porto di Cremona: prime miglia in acqua per il nuovo battello lodigiano Il 27 maggio l’inaugurazione, porterà 50 turisti ogni volta

TURISMO SUL PO, IL 27 MAGGIO UNA “PRIMA” STORICA
Prove di navigazione per il battello che dal prossimo 27 maggio batterà bandiera lodigiana. Questa mattina, lunedì 14 maggio, il Presidente Pietro Foroni ha indossato i galloni di comandante e si è messo al timone della nuova imbarcazione acquistata dall’Associazione S. Michele di Santo Stefano Lodigiano grazie ai contributi di Regione Lombardia (30mila euro) e di Provincia di Lodi (40mila) e che da fine mese inaugurerà anche nel nostro territorio il turismo sul Po. In realtà, dopo la foto di rito attraccati alla banchina del porto di Cremona, Foroni ha ripassato il comando alle mani più esperte del capitano Fulvio Regis e del pilota Claudio Ongari, entrambi in forza al Consorzio Navigare l’Adda, cui il battello è stato affidato in contratto d’armo. Quindi, qualche miglio sul fiume per testare le potenzialità di quello che tecnicamente è un catamarano, lungo 12,50 metri, largo 4 e  con un pescaggio di 60 centimetri.
“Abbiamo voluto questo sopralluogo – ha spiegato il Presidente della Provincia di Lodi, Pietro Foroni – per accertarci che tutto fosse a posto in vista della cerimonia di inaugurazione del battello, il 27 maggio a Morti della Porchera, in comune di Corno Giovine, quando il “varo” coinciderà con la tappa centrale della Ciclolonga delle Rose di Codogno. E naturalmente è tutto a posto. Mancano solo alcuni particolari di arredo e il nome… Già – ha confermato il Presidente -, non lo abbiamo ancora deciso e lo sveleremo solo in occasione della cerimonia. Ci sono diverse ipotesi sul tavolo, che si richiamano alle tradizioni locali, ma trattandosi di un vero e proprio evento per il Lodigiano vogliamo essere sicuri che piaccia. Anzi, ho deciso persino di fare un sondaggio informale sulla mia pagina Facebook. Chi volesse contribuire con dei suggerimenti, potrà farlo fino a domani sera, quando poi dovremo trarre le conclusioni anche per dare il tempo al cantiere del Consorzio di completare gli interventi sullo scafo”.

CINQUANTA PASSEGGERI PER OGNI CROCIERA
Il battello non è nuovo, ma è stato completamente riadattato alle esigenze dell’Associazione S. Michele e del turismo sul Po: “La somma a disposizione, pur importante, non ci avrebbe permesso di acquistare una nuova imbarcazione così capiente. Si è deciso di affidarci allora all’esperienza del Consorzio e di utilizzare uno scafo usato ma sul quale si è intervenuti radicalmente. Il numero di passeggeri che possono essere fatti accomodare a bordo non è casuale: abbiamo scelto un battello che avesse la stessa capienza di un pullman, per calibrare le crociere sulle esigenze dei viaggi organizzati, siano gruppi di turisti che bambini dei Grest o alunni delle scuole”, ha chiarito Foroni. Il battello, dotato di uno scafo di grande stabilità, ha una velocità di crociera di 16 nodi (circa 25-30 chilometri orari) a pieno carico e cioè con un massimo di 50 passeggeri e 2 membri dell’equipaggio (in realtà l’autorizzazione è per 55 passeggeri, ma per ragioni di sicurezza si è deciso di limitarne il numero). La propulsione è garantita da due motori fuoribordo di 60 cavalli di potenza ciascuno. Lo spazio ampio del ponte permetterà anche l’eventuale allestimento di buffet a bordo e naturalmente l’ancoraggio di dispositivi per i passeggeri portatori di handicap. Il battello sarà dotato di impianto audio.

UN’OCCASIONE UNICA PER IL LODIGIANO
“La messa in servizio di questo battello rappresenta un’occasione unica per il Lodigiano e per dare impulso al turismo sul territorio, che è uno dei settori sui quali dobbiamo puntare per la ripresa economica della nostra Provincia, anche in vista di Expo 2015 – ha spiegato il Presidente Foroni -. Del resto, avevamo promesso che avremmo investito in questa direzione e lo stiamo facendo. Non si tratta naturalmente di un intervento spot, ma è inserito nell’ambito di una rete di progetti nella quale stiamo coinvolgendo anche i Comuni. L’Associazione S. Michele di Santo Stefano Lodigiano, ad esempio, sta raccogliendo le adesioni delle Amministrazioni rivierasche del Po per trovare altre risorse che diano impulso alla navigazione turistica. E il 15 luglio è prevista l’inaugurazione del nuovo attracco turistico a Corte Sant’Andrea, con il quale si completerà la tratta lodigiana sul fiume: da Morti della Porchera al Gargatano di Somaglia, a Senna Lodigiana. Il Po deve diventare protagonista dello sviluppo del Lodigiano”.

MARINAI CERCANSI
E tra le opportunità offerte dal varo dell’imbarcazione lodigiana anche quella di formazione alla navigazione sul fiume. E’ vero infatti che la gestione del servizio è stata affidata al Consorzio Navigare l’Adda che metterà a disposizione uomini di equipaggio e personale in grado di curare immagine e promozione dell’attività crocieristica, ma in prospettiva la volontà è quella di coinvolgere quanto più possibile il territorio. Ecco allora alle viste un corso di formazione di “aiuto marinai” che possa istruire personale in grado di dare un aiuto nella gestione del servizio. Di lì alla patente nautica il passo potrebbe essere breve. In un momento di crisi come l’attuale, il successo della navigazione fluviale rappresenta un’opportunità di lavoro da non sottovalutare. Informazioni possono essere chieste contattando l’Ufficio Turismo della Provincia di Lodi.

Anche la Provincia in sella per l'inaugurazione della motonave


Biciclette e turismo fluviale: gli ingredienti ci sono tutti per fare della Ciclolonga delle Rose la “vetrina” ideale del Lodigiano che guarda al futuro. Giunta alla 34esima edizione, la storica manifestazione cicloturistica di Codogno mette insieme la passione per le due ruote – su cui la Provincia sta investendo parecchio, come dimostrano le decine e decine di nuovi chilometri di piste ciclabili che verranno realizzati lungo gli argini della Bassa – e quest’anno anche la curiosità per la navigazione sul Po. Infatti, in occasione della Ciclolonga, il 27 maggio prossimo, verrà ufficialmente inaugurata la motonave al cui acquisto hanno compartecipato Provincia di Lodi e Comuni rivieraschi e che apre ufficialmente anche nel Lodigiano l’era della navigazione turistica sul grande fiume.
Lo ha annunciato durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa il Presidente Pietro Foroni, che ha spiegato come a maggior ragione quest’anno, “la Ciclolonga si inserisce a pieno titolo nella strategia di promozione del territorio sostenuta dalla Provincia di Lodi, attraverso molteplici iniziative. Solo per citare le ultime messe in cantiere: il recupero di sessanta chilometri di argini su cui realizzare un circuito ciclopedonale di grande attrattiva, la valorizzazione del percorso della Via Francigena e, appunto, la navigazione turistica sul Po. Grazie dunque agli organizzatori della manifestazione di fine maggio – ha aggiunto il Presidente – che hanno deciso di variare il percorso per permettere agli oltre mille partecipanti di arrivare fino all’attracco di Morti della Porchera, a Corno Giovine, dove ci sarà l’inaugurazione della nuova imbarcazione, che segna un traguardo importante nella strada di avvicinamento all’Expo 2015 di Milano, ma ci permetterà di guardare anche oltre”.
Gli ha fatto eco il Sindaco Massimiliano Lodigiani di Santo Stefano, Comune capofila nel progetto di acquisto e varo della motonave, che ha ricordato l’importanza dell’investimento e le sue prospettive. Ha anche rivelato le linee guida della campagna di promozione, con circa 80mila pieghevoli che arriveranno in tutti le case dei residenti nei comuni rivieraschi e verranno veicolati anche attraverso fiere e altre iniziative pubbliche anche fuori dal Lodigiano.
A presentare i contenuti della 34esima Ciclolonga delle Rose è stato l’inossidabile organizzatore Vecchietti, che ha illustrato il percorso, con partenza alle ore 9.00 da piazza Cairoli a Codogno, il transito per San Fiorano e una prima sosta a Santo Stefano; di lì a Mezzana Casati e a metà mattina l’approdo a Morti della Porchera per il varo dell’imbarcazione e per lo spuntino garantito da Associazione Macellai della Provincia e Pro Loco Meleti. Di nuovo la partenza verso Mezzana Sopra, Corno Giovine, Santo Stefano, San Fiorano e rientro. A tutti i partecipanti una litografia firmata Caserini (con un simbolico omaggio alla bicicletta e al Po) e una borraccia da bici. Nell’occasione si festeggerà anche l’ottantesimo di fondazione dell’Avis a Codogno.
Di “evento di grande tradizione” e fiore all’occhiello” di Codogno ha parlato il Sindaco della città, Vincenzo Ceretti, che ha spiegato come “la durata nel tempo, attesta la bontà dell’iniziativa” e ha rivolto un grazie a nome dalla cittadinanza agli organizzatori.
Appuntamento dunque al 27 maggio.

Percorsi di fiume, trecento alunni al Parco Ittico di Zelo


Quindici classi e 315 alunni parteciperanno il 10 e il 17 maggio prossimi alle giornate conclusive di “Percorsi di Fiume”, il progetto della Provincia di Lodi rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado del Lodigiano. L’iniziativa, inserita nel più vasto programma di “Scuole in Campo” voluto dall’Assessorato all’Agricoltura di Palazzo San Cristoforo, permette ai ragazzi di scoprire e valorizzare le bellezze del territorio, “a partire dall’acqua che è certamente uno degli elementi distintivi della nostra provincia – commenta l’Assessore all’Agricoltura Matteo Boneschi – e che lo sarà sempre di più, anche sul fronte dell’impulso turistico che ci stiamo impegnando a dare al Lodigiano. I ragazzi prima in classe e ora sul campo sono stati guidati a conoscere nel profondo le caratteristiche del nostro ambiente naturale e soprattutto a rispettarlo.
Acqua, territorio ed ambiente fluviale: una combinazione valorizzata anche attraverso il Piano Integrato d’Area (in acronimo PIA) dal titolo “Lodigiano per expo: terra buona e percorsi di fiume” attraverso il quale, nel prossimo biennio saranno riqualificati a scopo turistico importanti presenze artistiche, architettoniche e, più in generale, diverse strutture fruibili per un turismo dolce  lungo l’asse dei fiumi Adda e Po.
Percorsi di fiume, per i contenuti informativi che offre e per l’attenzione dedicata all’ambiente fluviale, svolge anche una funzione di promozione del territorio sul quale il PIA lodigiano sviluppa la propria azione.
Per gli studenti si tratta di una preziosa opportunità per fare un’esperienza che li aiuterà in futuro a vivere in un rapporto sempre più responsabile con il territorio che li circonda. Sono naturalmente contento del successo che anche quest’anno l’iniziativa ha riscosso nelle scuole – prosegue l’Assessore Boneschi -. Nonostante la crisi economica la Provincia ha fatto uno sforzo per continuare a sostenere il progetto e restiamo convinti che questa sia la  strada giusta su cui proseguire”.
Le due giornate finali del 10 e 17 maggio si terranno entrambe al Parco Ittico Paradiso di Villa Pompeiana – Zelo Buon Persico, dove l’arrivo delle scolaresche su mezzi messi a disposizione dalla Provincia è previsto alle 9.30. Alle 10 inizieranno i laboratori: quelli dedicati alla conoscenza di vari tipi di pesca, quello ecologico sui rifiuti e la loro gestione, l’attività pratica di raccolta differenziata degli scarti e un laboratorio sugli invertebrati. Gli alunni pranzeranno al sacco e, alle 14.30, a tutti i partecipanti verrà offerto un gelato del marchio Lodigiano Terra Buona, prodotto dalla “Gelateria Chiara” di Lodi).

Ecco l’elenco delle scuole partecipanti:
Giovedì 10 maggio – Scuole Primarie: Istituto Scaglioni di Lodi (classi III sezioni A e B, 42 alunni), Istituto Maria Ausiliatrice di Lodi (classe III, 28 alunni), Scuola Primaria di Mulazzano (classi V sezioni A, B e C, 72 alunni), Scuola Primaria di Caselle Lurani (classi IV sezioni A e B, 32 alunni), per un totale di 174 alunni e 8 classi.
Giovedì 17 maggio – Scuole Secondarie: Istituto Frank di Graffignana (classi I sezioni C e D, 42 alunni), Istituto Comprensivo di Livraga (classe II sezione A, 15 alunni), Istituto Cabrini di Sant’Angelo Lodigiano (classi I sezioni E, F e G e classe III sezione L, 84 alunni), per un totale di 141 alunni e 7 classi.

La Viscolube cresce e investe per la sicurezza del territorio


Una linea di produzione in più, un elettrofiltro a umido per l'abbattimento delle polveri e l'installazione di un sistema denox non catalitico per l'abbattimento degli ossidi di azoto: sono tante le novità che porta con sé la nuova Autorizzazione integrata ambientale dello stabilimento Viscolube, che finalmente considera l'impianto di Pieve Fissiraga non più alla stregua di un inceneritore ma come un vero e proprio termovalorizzatore. E' qui, in questo gioiello della tecnologia ''made in Lodi'' che gli oli usati vengono riprocessati e sottratti all'incenerimento o al deposito per essere reimmessi nuovamente sul mercato. Ed è sempre qui che venerdì 27 aprile ha fatto tappa la Commissione per le Politiche ambientali della Provincia di Lodi.
''Il nostro obiettivo è di non tenere la Commissione confinata tra le mura di Palazzo San Cristoforo – ha spiegato il Presidente Alfredo Ferrari -, vogliamo anzi girare il territorio lodigiano per conoscere da vicino le aziende più importanti e gli investimenti che fanno per il rispetto ambientale''. Come nel caso di Viscolube, che ha voluto variare in anticipo sui tempi previsti la vecchia A.I.A. e d'accordo con la Provincia si è accollata anche investimenti che non erano previsti per legge, come l'impianto denox che rappresenta però un'ulteriore garanzia per la salute pubblica e per il rapporto tra questa ditta che la norma qualifica come sito a rischio di incidente rilevante e il territorio che la circonda.
Del resto la Viscolube è nata proprio qui, a Pieve, nel 1963 con la mission di rigenerare l'olio usato utilizzando una tecnologia innovativa – denominata Revivoil – che ha fatto dell'azienda lodigiana il colosso del settore nel nostro Paese, con una capacità di lavorazione fino a 130mila tonnellate annue di prodotto, anche se lo standard dettato dalla scarsa disponibilità di materia prima in Italia è ormai fissato sulle 80mila. Come hanno sottolineato lo stesso Ferrari e l'Assessore all'Ambiente Elena Maiocchi, nonostante la crisi l'impegno della Viscolube per il Lodigiano non è venuto meno: 900 mila euro saranno spesi per le nuove tutele previste dall'autorizzazione, e 4 milioni di euro serviranno a mettere in pista una nuova linea di produzione in grado di intercettare anche quegli oli usati che oggi finiscono all'incenerimento o in apposite discariche. E anche questo qualifica l'impegno ambientale e sociale della Viscolube e ne fa uno dei punti di forza della ''green economy'' lodigiana.
La Commissione ha preso atto degli interventi presentato da Francesco Gallo, il direttore della fabbrica; poi ha potuto fare un giro all'interno dello stabilimento per saggiare con mano il ciclo produttivo e gli interventi per la riduzione dell'impatto ambientale. Quindi il commiato.

Conto alla rovescia per la Fiera regionale di Borghetto


E' stato definito il programma ufficiale della 43° Fiera Regionale di Borghetto Lodigiano che anche quest'anno è patrocinata dalla Provincia di Lodi (il Presidente Pietro Foroni presenzierà alla cerimonia ufficiale di inaugurazione) e che presenta numerose novità, tutte in calendario tra il 4 e il 6 maggio, tranne una piccola ma significativa anticipazione di taglio culturale – un concerto del Maestro Mancino sullo storico organo della Chiesa parrocchiale - nella serata di giovedì 3 maggio.
Come di consueto la gamma di proposte economiche e di intrattenimento è davvero ampia e adatta ad un pubblico diversificato e naturalmente non mancano le novità, a testimonianza della continua capacità di rinnovarsi della manifestazione. Una particolare concentrazione delle iniziative più spettacolari è ovviamente prevista nella giornata clou di domenica 6, che vedrà la presenza di numerose attrazioni legate ai settori più tradizionali e originari della manifestazione, come la zootecnia, con una cospicua presenza di varie specie animali, o di impronta più moderna, come il vasto mondo dei motori, visto sotto vari approcci. Fiore all'occhiello di quest'anno sarà la presenza in Fiera da sabato mattina a tutta domenica di una monoposto F1 Ferrari, che verrà utilizzata anche per un imperdibile Pit Stop Challenge, una sfida a squadre di cambio ruote in velocità, aperta a tutti. Per chi poi volesse provare l'emozione della guida di una vettura da Grand Prix, saranno a disposizione gli originali simulatori Ferrari Virtual Academy, che, riproducendo fedelmente le prestazioni delle 'rosse' e alcuni circuiti prestigiosi, consentono di provare nei minimi dettagli le sensazioni - e l'adrenalina! - dei piloti al volante.
Alla tradizionale sfilata delle rombanti moderne Ferrari, si affiancheranno quest'anno alcune prestigiose vetture d'epoca, che possono vantare nel proprio curriculum la partecipazione alla celeberrima Mille Miglia: un gruppo ristretto ma particolarmente rappresentativo per il grande valore storico dei marchi presenti. Degna di segnalazione per gli appassionati anche una carrellata di una decina di jeep militari e 'campagnole' d'epoca. Gli appassionati di micromotori potranno invece cimentarsi in un torneo di prove cronometrate con modelli radiocomandati elettrici e con motori a scoppio nelle scale 1/10-1/8-1/5 o, ancora, assistere alle esibizioni dei piloti dei campionati italiani di categoria.
Le iniziative spettacolari legate alla presenza degli animali saranno incentrate sugli equini, in accordo con la specificità scelta da anni dagli organizzatori della manifestazione: uno show all'insegna della 'magia' del rapporto tra uomo e cavallo, ritmato da musiche incalzanti, sorprendenti coreografie, scintillanti costumi e affascinanti esibizioni di cavallerizzi esperti che montano esemplari di razza minorchina e spagnola. La più squisita tradizione di monta da lavoro italiana verrà messa in mostra da una decina di butteri maremmani con bardature e costumi tipici, che si cimenteranno in un percorso di superamento di ostacoli e nelle pittoresche sfide del torneo del saracino e del torneo della rosa, di cui illustreranno origini e leggende.
Trasportare gli spettatori indietro nel tempo fino al Medioevo sarà il compito dei falconieri, che faranno librare in volo alcuni rapaci di varie specie europee, asiatiche e nord-americane, ammirabili per tutta la giornata nelle apposite voliere; verrà inoltre offerta la possibilità del 'battesimo del guanto' a chi volesse provare a richiamare un falco sul proprio braccio, con precedenza ai ragazzini. Più legate all'ambito domestico le prove di agility e mobility dog dedicate a cani di tutte le razze, che si metteranno alla prova in semplici esercizi fisici lungo percorsi di gioco che valorizzano la loro relazione con l'amico uomo. Nel settore zootecnico da segnalare anche la presenza di numerosi volatili a piumaggio variopinto, in particolare canarini e pappagalli, e di una selezione di mucche da carne.
Le iniziative collaterali di taglio culturale avranno la loro prestigiosa location in Palazzo Rho: due mostre degli appassionati fotografi borghettini Oliviero Ferri e Paolo Moro, una rassegna di maschere e manufatti in terracotta della decoratrice mosaista Patrizia Longo e un'esposizione di dipinti simulativi del pittore autodidatta Gianmario Ferrari. I padiglioni commerciali ospiteranno una vasta gamma di proposte per la persona e la casa, in cui spiccano il comparto gastronomico (dalle carni tipiche lodigiane alla pasticceria, dalla pasta fresca alle bevande artigianali passando per confetteria e salumi) e l'artigianato d'eccellenza (tradizionale come la vetreria e la ceramica artistiche, o innovativo come le fonti d'energia rinnovabili e i sistemi di sicurezza). Legata al comparto delle carni doc anche una lotteria a premi che mette in palio ricchi premi in materia prima legati alle straordinarie tipicità locali.
Ancora da segnalare sul fronte dell'intrattenimento l'ampliamento di 3000 mq del luna park, che mette così a disposizione delle varie attrazioni una superficie di ben 4000 mq., aperte per un periodo più lungo rispetto alla Fiera stessa: dal 28 aprile al 13 maggio. E grazie all'investimento fatto dal Comune per la messa in sicurezza del sistema elettrico e l'attuazione di idonei accorgimenti potrà girare a pieno ritmo anche in caso di maltempo. Per il pubblico l'ingresso è come sempre gratuito; garantito un efficiente e ben fornito punto ristoro nonché il consueto intrattenimento musicale e di aggiornamento puntuale sulla scaletta della Fiera a cura di Radio Sound.

Inquinamento del Brembiolo, interviene la Polizia Provinciale


Inquinamento del Brembiolo, nuovo allarme nella Bassa. E' accaduto nella tarda serata di lunedì 23 aprile a valle di Ossago Lodigiano, quando la vigilanza volontaria della Fipsas (i pescasportivi), allertata dai cittadini della moria di pesci e del cattivo odore che proveniva dall'acqua del Brembiolo, ha messo in moto le procedure previste in casi analoghi. Sul posto è intervenuta una pattuglia della Polizia Provinciale di Lodi che si è preoccupata di tenere sotto controllo la situazione e di avviare le verifiche sull'origine dell'inquinamento. Difficile quantificare con esattezza la quantità di pesce avvelenato, ma sicuramente si parla di svariate decine di chili e di danni gravi all'ecosistema in quel tratto del colatore. Pesci sono stati trascinati dalla corrente fino a Zorlesco. La pioggia battente di martedì mattina ha contribuito però al dilavamento della sostanza inquinante e alla pulizia delle sponde, riportando la situazione alla normalità.
Pattugliamenti della Polizia provinciale sono proseguiti per tutta la giornata del 24 aprile, ma non si è potuto risalire all'origine dell'inquinamento. Dai primi elementi dell'indagine è però certo che non si è trattato di un guasto al depuratore di Ossago o di sversamenti da impianti censiti e dei vicini allevamenti zootecnici. Più probabile che la sostanza, quasi certamente di natura organica (liquame a giudicare dalla colorazione dell'acqua registrata dai primi testimoni e dall'odore), sia stata rilasciata in acqua non da un punto di immissione permanente; potrebbe essersi trattato invece dello sversamento da una cisterna.

Continua la caccia ai pescatori di frodo


Sono 4 e tutte ai danni di cittadini stranieri le violazioni accertate domenica 22 Aprile durante un’operazione di controllo congiunta della Polizia Provinciale di Lodi e del Comando Compagnia Carabinieri di Piacenza. Infatti, nell’ambito delle attività di monitoraggio del territorio e in particolare della prevenzione di episodi di bracconaggio e di pesca illecita lungo il Po, domenica mattina sono state impegnate un’imbarcazione della Polizia Provinciale con tre operatori, pattuglie di Guardie ecologiche volontarie sempre della nostra Provincia, un gommone del Nucleo Pneumatico del Comando Regionale dell’Emilia Romagna dell’Arma e una pattuglia in auto della Compagnia Carabinieri di Piacenza.
Nel corso della perlustrazione sul fiume e lungo le due sponde, dallo sbarramento di Isola Serafini, nel territorio piacentino, fino al Comune di Guardamiglio, sono stati fermati e denunciati 3 cittadini romeni perché impegnati a praticare la pesca fuori del periodo autorizzato per determinate specie ittiche e un loro connazionale perché sprovvisto della licenza di pesca. Sono state anche sequestrate 4 canne da pesca e a uno degli stranieri è stato contestato il transito in automobile in una zona di divieto.

Caccia, convocate le assemblee dei due ATC provinciali L’Assessore Boneschi: “Occasioni importanti di confronto”


Si riuniranno nell’arco di cinque giorni le assemblee degli Ambiti Territoriali di Caccia della Provincia di Lodi, chiamate ad approvare il bilancio 2011L’appuntamento con l’ATC Laudense Nord, che ha competenza su un’area di 50.777 ettari (il 64% del territorio), è alle ore 9.00 di domenica 22 Aprile presso il Cupolone di Sant’Angelo Lodigiano, mentre per il Laudense Sud (competente su 28.149 ettari, il 36% del territorio) la convocazione è per le ore 21.00 del 27 Aprile presso l’auditorium della Parrocchia dei Cappuccini a Casalpusterlengo. “L’auspicio è che per entrambi gli ATC le assemblee si svolgano in modo proficuo e costruttivo – dichiara l’Assessore alla Caccia della Provincia di Lodi, Matteo Boneschi -. Appuntamenti come questi rappresentano un’occasione importante di confronto tra Comitato e soci, pur dovendo restare il dibattito limitato agli argomenti iscritti all'ordine del giorno. E in questo caso, essendo l'argomento principale l'approvazione del bilancio, non ho dubbi che i soci voteranno secondo coscienza e lasciando da parte ogni valutazione che non sia la correttezza o meno del bilancio stesso”.
Boneschi prosegue ricordando il ruolo decisivo degli ATC: “E’ attraverso gli Ambiti che si realizza il legame del cacciatore col territorio, si attiva la sua partecipazione e se ne matura la piena responsabilizzazione; la sua presenza attiva e continuativa in un’area limitata permetta infatti una conoscenza diretta del territorio, una migliore sorveglianza contro il bracconaggio e favorisce, anche per motivi logistici, un’azione positiva sulla natura nel suo complesso, attraverso interventi di miglioramento ambientale. Le attuali dimensioni degli ATC in cui è suddivisa la nostra Provincia consentono ai cacciatori di contribuire a creare quelle buone condizioni affinché la fauna possa vivere e riprodursi; partecipano direttamente e spesso in forma volontaristica allo svolgimento di numerose attività tra cui le ricognizioni del territorio per valutare la consistenza faunistica, le catture nelle zone di ripopolamento e cattura, il rilascio sul territorio della fauna selvatica catturata, nonché operazioni di posizionamento delle tabelle di delimitazione degli istituti. E’ possibile inoltre attraverso gli ATC – dice ancora l’Assessore alla Caccia - un contatto diretto con i circoli e le sezioni locali dei cacciatori, da cui si raccolgono anche indicazioni e suggerimenti. E l’approvazione del bilancio annuale rappresenta un passaggio fondamentale nell’attività di gestione venatoria territoriale”.

GLI ATC SECONDO LA LEGGE
La materia venatoria è disciplinata dalla legge quadro statale n. 157/1992 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” e l’Ambito Territoriale di Caccia rappresenta uno dei perni della riforma: è attraverso questo istituto, infatti, che si deve realizzare in concreto la programmazione dell’attività venatoria. Il regime di caccia programmata si basa su una presenza predeterminata di cacciatori, legati al territorio ed impegnati nella sua gestione: il prelievo venatorio è infatti commisurato alle risorse e richiede quindi un’analisi delle potenzialità ambientali e censimenti annuali della fauna selvatica.
Per poter svolgere utilmente le attività di cui sopra gli organi direttivi degli ATC godono di una autonomia finanziaria che permette la gestione delle risorse per il conseguimento degli scopi di cui al comma XI dell’art. 14 della legge n. 157/1992. La normativa prevede anche gli ATC quali enti dotati di organi direttivi ai quali sono demandate determinate funzioni amministrative in materia di gestione faunistica del territorio. Il Presidente ha legale rappresentanza dell’ATC, sovraintende ai compiti di istituto e assicura l’osservanza delle norme di legge, dello statuto e dei regolamenti e l’esecuzione delle decisioni degli organi sociali, convoca e presiede l’assemblea dei cacciatori iscritti ed il Comitato di gestione.
L’assemblea dei cacciatori, composta da tutti i soci ammessi all’esercizio venatorio all’interno dell’Atc e in regola con il pagamento delle quote associative, viene convocata e presieduta dal Presidente per deliberare sugli argomenti sottoposti al suo esame dal Comitato di gestione. In particolar modo spetta all’assemblea dei cacciatori l’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo, approvare lo statuto e sue eventuali modifiche, avanzare proposte e iniziative al Comitato di gestione, sulle quali lo stesso dovrà esprimersi con atto deliberativo.
In particolare modo i due Comitati di gestione laudensi, sulla base delle indicazioni contenute negli strumenti pianificatori (come il Piano Faunistico Venatorio), garantiscono la promozione e l’organizzazione delle attività di ricognizione delle risorse ambientali e della consistenza faunistica, la programmazione degli interventi di miglioramento degli habitat attraverso l’erogazione di incentivi economici ai proprietari dei fondi per attività legate allo sviluppo della fauna selvatica, l’approvazione di convezioni e protocolli d’intesa con l’Amministrazione pubblica per la gestione e il coordinamento di territori, o con gli istituiti di gestione faunistica venatoria avvalendosi della collaborazione di tecnici faunistici. Garantiscono anche la gestione delle procedure d’iscrizione e rinnovo dei cacciatori/soci, e la predisposizione dei bilanci, sui quali il collegio dei revisori dovrà vigilare attestando la corrispondenza finanziaria.

L’ATTIVITA’ NEL 2011
Sulla base dei programmi trasmessi alla Provincia di Lodi e di quanto sopra riportato, nel 2011 i Comitati di gestione hanno garantito le seguenti attività:
-       Immissioni di selvagginalo scopo e l’entità delle immissioni varia in funzione della tipologia territoriale e dell’esigenza di rendere disponibile al cacciatore un carniere soddisfacente, relativamente alla piccola fauna stanziale. I soggetti utilizzati nelle immissioni derivano sia da allevamento, sia da catture effettuate nelle Zone ripopolamento e cattura o nei Centri di produzione di fauna selvatica. In particolar modo i piani d’immissione degli ATC provinciali riguardano lepre e fagianoL’ATC Nord per il 2011 ha immesso: 637 lepri (di cui 217 provenienti da catture nelle zone di ripopolamento e cattura, 420 di acquisto provenienza estera), 18.570 fagiani (di cui 1.500 da riproduzione, 15.570 di 90 -120 giorni, 1.500 da integrazione pronta caccia). L’ATC Sud per il 2011 ha immesso: 495 lepri (di cui 99 provenienti da catture nelle Zone di ripopolamento e cattura, 162 di acquisto provenienza estera, 234 di allevamento dell’ATC), 10.370 fagiani (di cui 7.670 di 120 giorni, 2.700 pronta caccia). Per le immissioni dei fagiani gli l’ATC usano le zone rosse (zone di rifugio ed ambientamento) che danno la possibilità di mantenere il più a lungo possibile la selvaggina sul territorio, offrendo opportunità di prelievi duraturi nel tempo. Da ricordare poi che nel 2011 in entrambi gli ATC sono stati rilasciati 184 leprotti  nelle zone di ripopolamento e cattura della Provincia, provenienti dal Centro di riproduzione della fauna selvatica provinciale.

-       Censimenti Ambientali e Faunistici : i censimenti, nell’ambito della revisione del Piano faunistico venatorio riguardano le seguenti specie: lepre comune, coniglio selvatico, silvilago, volpe: in questo caso sono stati eseguiti censimenti autunnali e primaverili ai fini della programmazione delle catture e del ripopolamento del territorio a gestione programmata. Le aree di monitoraggio interessate sono le ZRC, altresì è stato eseguito un censimento a fine stagione venatoria 2010-2011 per verificare le consistenze della specie sul territorio a gestione programmata. Fagiano e starna: sono stati eseguiti un censimento primaverile al canto ed estivo con cani per verificare le presenze della specie sul territorio. Le aree di monitoraggio interessate sono le Zone di ripopolamento e cattura. Corvidi: sono stati eseguiti censimenti con conteggio dei nidi su area o lungo percorsi campione, in due fasi: durante i mesi invernali, in assenza di copertura fogliare, per poter discriminare tra nidi di cornacchia e nidi di gazza, e in questo modo è stato possibile ottenere mappaggi dei nidi presenti nelle aree di interesse; i censimenti si sono ripetuti in primavera per verificare che i nidi fossero effettivamente attivi.


-       Interventi di miglioramento ambientale: nel 2011 gli Ambiti hanno programmato interventi di miglioramento ambientale per l’incremento della fauna selvatica sul proprio territorio, con convenzioni stipulate con gli agricoltori, per una cifra pari a 30.241 euro (di cui 16.673 ATC Nord e 13.568 ATC Sud). Nel mese di marzo 2012 è stato firmato un protocollo d’Intesa tra la Provincia di Lodi e gli Atc per la realizzazione di interventi di miglioramento ambientale nelle Zrc. Sono stati definiti i tipi di intervento realizzabili con la relativa stima di costo, che la Provincia si è impegnata a finanziare. Tutti gli interventi di miglioramenti ambientale dovranno seguire le regolamentazioni delle disposizioni di legge; gli Ambiti trasmetteranno alla Provincia il programma di interventi entro il 30 giugno 2012. “La gestione attuata ha consentito di sfruttare in modo differenziato le risorse faunistiche a disposizione del mondo venatorio, attraverso anche l’emanazione di provvedimenti a tutela del patrimonio faunistico, quali l’applicazione di giornate fisse di caccia durante le prime quattro settimane della stagione venatoria 2011/2012 o l’applicazione di  un carniere stagionale per le specie fagiano e lepre. Gli Atc, infine – conclude l’Assessore Boneschi - hanno affinato la propria politica gestionale in termini di efficacia, avvicinandosi agli indirizzi di programmazione provinciale”.

La Provincia dice basta a un uso indiscriminato del territorio


“Con il protocollo che firmiamo oggi, la Provincia di Lodi fa la scelta di essere presente sul tema del consumo del suolo, e di esserci insieme a soggetti qualificati e di esperienza. Di qui proseguiamo in un percorso che da un lato è di crescita culturale e attiene al ruolo e alle responsabilità delle istituzioni in questo campo, dall’altro è invece di analisi e sperimentazione, che deve aiutare a formare una strategia sui temi affrontati per mettere in pratica una politica di sviluppo rispettosa di determinate indicazioni”. Pietro Foroni, Presidente della Provincia di Lodi, ha presentato così il nuovo protocollo d’intesa tra Palazzo San Cristoforo e l’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU), in qualità di ente cofondatore del Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo (CRCS),firmato il 12 aprile a Lodi. “L’obiettivo di questo lavoro che è in continuità con quanto già svolto in passato in collaborazione con lo stesso Ente – ha aggiuntol’Assessore provinciale alla Programmazione territoriale Nancy Capezzera – non è quello di dire no alle trasformazioni del Lodigiano, ma piuttosto di perseguire una trasformazione pensata, condivisa e perequata. Volendo ragionare per slogan, il motivo di fondo di questa intesa è che “il suolo è bene comune”, e come tale va interpretato, pensato e gestito. E allora, diventa necessario passare da una logica burocratica della programmazione territoriale a una dimensione più complessa e completa, che valorizzi gli elementi identitari dell’ambito in cui si opera e privilegi interventi che devono essere motore di sviluppo e qualificazione, che devono cioè lasciare “qualcosa” sul territorio”. Perché, ha aggiunto ancora l'Assessore Capezzera, "il suolo lodigiano è già stato abbondantemente maltrattato nel passato e noi vogliamo dire basta al degrado urbanistico e architettonico della nostra terra".
Tanti gli elementi che grazie alla collaborazione con il CRCS andranno a comporre il quadro del Lodigiano, che fin qui ha dato e subito tanto sul fronte del consumo del suolo, soprattutto perché inserito in un sistema infrastrutturale fagocitante, caratterizzato da elementi esistenti, ha spiegato ancora l’Assessore Capezzera, “come la Tav e l’autostrada, e da altri potenzialmente aggressivi come Tem e BreBeMi, rispetto ai quali si è però già tentato un approccio diverso, di partecipazione al percorso autorizzativo e progettuale, con un’attenzione paesaggistica e ambientale e un processo risarcitorio che ha camminato di pari passo con quello di penalizzazione”. Del resto non è, a differenza di quanto si possa pensare, l’edilizia la maggior responsabile del consumo di suolo. Va infatti riscontrato che il solo attraversamento della linea ad alta velocità ferroviaria, la Tav, nel territorio provinciale pesa per ben 265 ettari, di fatto il 20% dell’intero consumo di suolo registrato tra il 1999 e il 2007. Più in generale, per quanto riguarda il Lodigiano il 53% del consumo di suolo è avvenuto per aumento di zone industriali, commerciali e infrastrutturali, il 25% per aumento di zone estrattive, cantieri, discariche e terreni artefatti e abbandonati, il 6% per aumento di zone verdi artificiali non agricole e solo il 16% per aumento di zone urbanizzate di tipo residenziale. “D’altro canto, il Lodigiano può vantare caratteristiche importanti, vere e proprie potenzialità da tenere presenti per ideare la sua “mission” futura – ha chiarito il Presidente Foroni -: è infatti una terra d’acqua, dove si trova la foce dei più importanti fiumi lombardi come l’Adda, il Lambro, il Serio; l’87% del nostro territorio è ancora rurale, rappresentando con ciò un’unicità nel panorama regionale. L’urbanistica deve tener conto di tutti questi aspetti e anche di molti altri, perché è un processo che si caratterizza per la sua durata e può diventare risorsa soltanto se viene connaturato a elementi di condivisione, dialogo e mitigazione dell’impatto, attraverso un monitoraggio costante, che duri nel tempo. Esistono regole e norme da cui partire, certo, ma si tratta di dati di riferimento; la positività di una programmazione territoriale dipende dal grado di partecipazione di un progetto, in sinergia con le istanze locali e con chi, come il CRCS, può darci indicazioni e feedback precisi e costanti”.
Come detto, il protocollo d’intesa deliberato dalla Provincia di Lodi punta a operare lungo due filoni di attività. Il primo riguarda la comunicazione, la divulgazione, la formazione e la partecipazione: dopo la sottoscrizione e l’illustrazione odierna, fra aprile e maggio è programmata la presentazione del Rapporto nazionale 2011 a Milano, cui la Provincia di Lodi parteciperà e sarà di fatto protagonista. Nel prossimo autunno, il percorso porterà all’organizzazione di un convegno a Lodi con la presentazione e la discussione del Report provinciale sul consumo del suolo.
Il secondo filone riguarda invece le attività di analisi e sperimentazione: in più appuntamenti, nei prossimi mesi un gruppo di lavoro composto da tecnici delle due strutture elaborerà e raffinerà il Report provinciale, per arrivare a un monitoraggio a fine settembre che contempli il bilancio del lavoro svolto e l’attivazione di un approfondimento che nella parte finale dell’anno sarà oggetto anche di un focus analitico e interpretativo.
“Tutto questo lavoro – hanno concluso Presidente e Assessore – dimostra l’attenzione e la responsabilità con cui questa Amministrazione provinciale ha sempre affrontato e intende continuare a fare il tema decisivo della programmazione del territorio, della costruzione di una sua “mission” e più in generale della sua tutela”. Un salto culturale chiesto anche a tutte le Amministrazioni locali lodigiane.  "Troppo spesso - il chiaro messaggio delPresidente Foroni - i Comuni predicano in pubblico e nei convegni il contrario di quello che poi mettono in pratica. E' ora di dire basta".

Sono 34 le Guardie Ecologiche Volontarie lodigiane promosse al corso


L’Assessore Boneschi: “Saranno le nuove sentinelle dell’ambiente”

Dal mese di  settembre al mese di  dicembre 2011, presso l’I.T.I.S “Volta” di Lodi si è svolto il corso di formazione per le aspiranti Guardie Ecologiche Volontarie organizzato dalla Provincia di Lodi, dal Parco Adda Sud e dal Comune di Lodi. Nelle ultime settimane, in due diverse sessioni a conclusione del corso, si è riunita presso la sede della Provincia la Commissione Regionale per la valutazione degli aspiranti che hanno sostenuto gli esami finali per l’ottenimento dell’abilitazione alle funzioni di G.E.V. In totale gli aspiranti che si sono presentati per sostenere l’esame sono stati  42, di cui 7 non sono risultati idonei e uno, idoneo, ha successivamente rinunciato.
Aderendo per quanto possibile alle preferenze già espresse da ogni G.E.V., al Parco Adda Sud sono stati assegnati 12  volontari, al Comune di Lodi 6, mentre alla Provincia di Lodi ne sono stati assegnati 16, di cui 7 già operanti in qualità di Guardie Ittico/Venatorie Volontarie.
Non appena ottenute le necessarie autorizzazioni (il decreto prefettizio di nomina a Guardia Particolare Giurata per la vigilanza ecologica volontaria e il decreto del Presidente della Provincia di nomina a G.E.V.), le 34 nuove Guardie Ecologiche Volontarie, con la necessaria gradualità, entreranno ufficialmente a far parte dei rispettivi Servizi di Vigilanza Ecologica Volontaria.
Le nuove  G.E.V., per tutto il tempo che sarà necessario, e che sarà valutato dai responsabili dei rispettivi settori, opereranno esclusivamente in affiancamento alle G.E.V. più “anziane” e quindi più esperte, partendo dalla conoscenza del territorio di competenza e acquisendo,  di volta in volta, l’esperienza necessaria ad affrontare le varie problematiche operative e di servizio. Le G.E.V. saranno munite di tesserino di riconoscimento e saranno ben riconoscibili poiché inizialmente indosseranno l’apposita pettorina, in attesa di essere dotate dell’uniforme.
“L’attività d’informazione e di vigilanza svolta dalle G.E.V. in ambito ecologico - ambientale risulta indispensabile per concorrere alla salvaguardia dell’ambiente e della fauna che lo abita – spiega l’Assessore Provinciale ad Agricoltura, Caccia, Pesca e Sicurezza, Matteo Boneschi -. La funzione preventiva svolta dalle G.E.V. è sicuramente prioritaria rispetto a quella prettamente repressiva e sanzionatoria, anche se quest’ultima non può certamente essere trascurata. Il cittadino quando vede all’opera queste “sentinelle” dell’ambiente si sente più sicuro, nella consapevolezza che vi siano persone che, volontariamente e gratuitamente, sottraggono del tempo libero alla famiglia e allo svago, per dedicarlo alla tutela dell’ambiente naturale. Non si può quindi che augurare a tutte le nuove G.E.V. una proficua e soddisfacente attività e un ringraziamento per l’attività che svolgeranno”.

Caso Decathlon, la Provincia in prima linea per tutelare il territorio

Caso Decathlon, il nuovo insediamento commerciale che sta sorgendo lungo la strada 235 in Comune di Pieve Fissiraga. Se ne sono dette tante in proposito nelle ultime settimane, la stampa locale se n'è occupata in più occasioni. Sul quotidiano ''Il Cittadino'' in edicola il 6 aprile il Presidente della Provincia di Lodi Pietro Foroni e l'Assessore alle Infrastrutture e alla Programmazione territoriale Nancy Capezzera firmano una lettera al direttore con la quale replicano a due precedenti scritti di lettori del giornale su questa tema, ma soprattutto precisano ruolo e competenze di Palazzo San Cristoforo nella tutela del territorio. In allegato vi proponiamo il testo integrale della lettera pubblicata dal ''Cittadino''.

Boneschi al farmers' market della Coldiretti a Lodi


“Questa sorta di “gemellaggio” tra il mondo agricolo lodigiano e lombardo e quello toscano ritengo sia un’iniziativa importante, che va nella direzione di tutelare le produzioni italiane di qualità e che fa il paio con quelle attivate anche nel nostro territorio dalla Provincia di Lodi per promuovere prodotti  certificati, come quelli a marchio “Lodigiano Terra Buona”. Tutto quanto si fa per valorizzare le produzioni nostrane rispetto all’invasione dei prodotti esteri è certamente meritorio”. Così l’Assessore provinciale all’Agricoltura Matteo Boneschi che venerdì 30 marzo ha visitato il farmers’ market della Coldiretti a Lodi, in viale Pavia, dove accanto agli abituali produttori-espositori si è aggiunta una delegazione di produttori di olio e vino della Toscana, che hanno portato extravergine delle varietà Moraiolo e Frantoio e i vini bianchi e rossi delle province di Firenze, Pistoia e Siena, molti dei quali totalmente biologici.

“E’ stato un viaggio piacevole nei tesori dell’enogastronomia toscana, che il pubblico lodigiano ha potuto apprezzare e confrontare con quelli non meno nobili della tradizione lodigiana e lombarda – ha commentato Boneschi dopo essersi intrattenuto con tutti gli espositori ospiti ed aver assaggiato alcune specialità -. Un’occasione da ripetere, magari portando i produttori di salumi, carne e formaggio lodigiani nei mercati delle altre regioni. Complimenti dunque alla Coldiretti che ha voluto promuovere questa iniziativa, coinvolgendo anche Lodi insieme a Milano e Monza. Del resto, questo dei farmers’ market si conferma un progetto da valorizzare perché permette di avvicinarci a molteplici obiettivi, a vantaggio del produttore, certo, ma anche e soprattutto del consumatore. Per cominciare, si accorcia la filiera permettendo al pubblico di acquistare prodotti di qualità che arrivano direttamente dalle aziende agricole, che a loro volta possono proporsi agli acquirenti senza passare dall’imbuto della grande distribuzione. Si afferma la politica dei prezzi a chilometri zero, non gravati cioè dalle spese di trasporto. Si valorizzano prodotti locali rispetto ad alimenti spesso di provenienza incerta. Si incentiva infine il consumo di prodotti freschi e  di stagione. Direi che ci sono tutti gli ingredienti, soprattutto in un momento di difficoltà come questo, per sancire il successo di un’iniziativa che sposa appieno la politica della Provincia nel settore dell’agricoltura”.

Piantumato a Casalpusterlengo il primo ettaro di bosco della convenzione con Sorgenia


“Possiamo annunciare con soddisfazione la piantumazione del primo ettaro di bosco previsto dalla convenzione con Sorgenia. L’area di Casalpusterlengo, insieme ai due ettari che si stanno piantumando a Bertonico, rappresenta l’attuazione concreta degli impegni che la società aveva assunto al momento dell’insediamento dell’impianto energetico e che sono stati esplicitati dalla convenzione sottoscritta con la Provincia di Lodi, che da parte sua, insieme a tutti gli altri enti coinvolti, sta lavorando perché anche le compensazioni ambientali trovino piena attuazione”. Il Presidente della Provincia, Pietro Foroni, annuncia la fine della piantumazione del primo lotto di bosco individuato in territorio comunale di Casalpusterlengo.
Con lui la Giunta del Sindaco Flavio Parmesani, per la quale l’Assessore all’Urbanistica Davide Cerati spiega: “Si tratta di un’area che abbiamo individuato ai limiti dell’abitato di Casalpusterlengo e che è visibile dalla strada che collega il capoluogo alla frazione Borasca, appena prima del passaggio a livello, sulla sinistra. Si tratta di circa 11mila metri quadrati dove nei giorni scorsi sono state messe a dimora delle essenze che rappresentano la prima parte delle compensazioni ambientali previste per la vicina centrale Sorgenia. Il Comune si era subito attivato per trovare la collocazione più idonea di questo nuovo bosco che intende rappresentare solo l’avvio di un iter che in realtà, nella definizione del nuovo Piano di Governo del Territorio, punta a individuare altre aree intorno al capoluogo e alle frazioni dove collocare gli alberi”. Si tratta di essenze autoctone, chiarisce ancora l’Assessore di Casalpusterlengo. “Sorgenia, con cui la collaborazione si è dimostrata da subito positiva e ha portato a concretizzare il risultato il tempi brevi, non solo ha finanziato in toto la piantumazione dell’area, ma si occuperà della sua cura e manutenzione per i prossimi dieci anni. Oggi non è possibile rendere accessibili al pubblico zone in cui le piantine sono ancora così piccole, ma certo il nostro intento – prosegue Davide Cerati – è che alcune delle aree che andremo a individuare possano un giorno configurarsi come veri e propri boschi urbani, fruibili in tutto e per tutto dai nostri cittadini. E’ dunque con grande soddisfazione che diamo il via a questo progetto che potrà poi essere meglio esplicitato in fase di definizione del Pgt”.
“Le prescrizioni che il ministero dell’Ambiente aveva fissato per l’autorizzazione al funzionamento della centrale della Bassa – ricorda ancora il Presidente Foroni - imponevano a Sorgenia di finanziare la piantumazione di 50 ettari di nuovi boschi e parchi sul territorio. La stessa quota è stata inserita nella convenzione che questa Amministrazione ha condotto in porto con Sorgenia, insieme a tutta un’altra serie di compensazioni, anche economiche, che si stanno gradualmente concretizzando. Per quanto riguarda le nuove aree a verde piantumato le difficoltà sono legate proprio al loro reperimento. Per il momento il tavolo di coordinamento che riunisce la società privata e gli enti sottoscrittori della convenzione ha chiesto ai Comuni che sono nell’area di interesse dell’impianto di individuare le prime aree al loro interno e siamo potuti già partire a Casalpusterlengo e Bertonico. Gradualmente cercheremo di allargare il raggio dalla centrale, coinvolgendo altre amministrazioni. Si stanno valutando diverse ipotesi, ma la collaborazione con Sorgenia e con gli altri partecipanti al tavolo di coordinamento resta sempre positiva e costruttiva”.

Emergenza alimentare, il Lodigiano sarà tra i protagonisti di Expo

Sovranità alimentare: si è parlato di questo nel corso dell'importante convegno organizzato dall'Associazione lodigiana per la cooperazione internazionale con il patrocinio della Provincia di Lodi e della Regione Lombardia, venerdì 23 marzo presso il Parco Tecnologico Padano. Nel suo indirizzo di saluto, il Presidente provinciale Pietro Foroni ha posto l'accento su Expo 2015, cui il tema dibattuto è strettamente correlato, anche perché all'alimentazione si fa riferimento nello stesso titolo dell'Esposizione Universale di Milano: ''Nutrire il pianeta, energia per la vita''. L’alimentazione, la sua disponibilità, le metodologie per continuare a garantirla, la sua sicurezza: sono questi gli argomenti intorno ai quali si dovrà concentrare il dibattito politico, scientifico e culturale a livello mondiale nei prossimi anni e intorno a cui si è anche sviluppato l'intervento di Foroni ''perché la vera emergenza che abbiamo davanti e che rischiamo di affrontare largamente impreparati – ha ricordato - è proprio quella del cibo, più ancora di quella dell'energia per la quale si stanno già predisponendo delle soluzioni''. Ecco allora il riferimento a un'agricoltura che per garantire sostentamento a tutti è capace di cambiare, crescere e sposare innovazione e ricerca, come del resto già succede anche nel Lodigiano e proprio al Parco Tecnologico Padano: un territorio e una struttura che per la loro vocazione e per la loro storia, ha aggiunto il Presidente della Provincia, si candidano ad essere fra i protagonisti dell'appuntamento del 2015. Oltre a Foroni, che ha ricordato anche come verso la Provincia di Lodi si siano accessi i riflettori di realtà del Sud del mondo che ambiscono a far crescere la loro produttività agroalimentare, a portare i saluti all'esordio del convegno che ha registrato la presenza di alcune scuole del territorio, sono intervenuti l'Assessore regionale all'Agricoltura Giulio De Capitani e il Presidente della Camera di Commercio di Lodi Alessandro Zucchetti. Dopo di loro il via al dibattito e alle tavole rotonde, che hanno coinvolto alcuni fra i massimi esperti regionali e nazionali di agricoltura, cooperazione internazionale e ricerca nel campo agroalimentare.

La Tem e la Provincia insieme sulle tracce del Bramante

E' stato illustrato nella mattinata del 12 marzo, nella piccola frazione di Comazzo, il progetto del restauro conservativo dell'Oratorio di San Biagio di Rossate, la cui storia è strettamente connessa a quella di San Pietro in Vaticano: la pianta dell'edificio del nord Lodigiano, attribuibile a Bramante o comunque alla sua scuola, sarebbe infatti la base sulla quale anni dopo l'architetto e artista costruì la basilica romana. Un filo rosso che verrà valorizzato dai lavori di recupero finanziati dalla Tangenziale Esterna Spa, tra le opere compensative della nuova autostrada milanese. All'incontro di Rossate (nel corso del quale è stato annunciato che grazie all'investimento di un milione di euro deciso da Tem e al via libera della Curia di Lodi, della parrocchia e della Sospintendenza ai Beni architettonici e paesistici della Lombardia, entro due anni la Chiesa verrà restituita al suo antico splendore) erano presenti anche il Presidente della Provincia di Lodi, Pietro Foroni, e l'Assessore alle Infrastrutture e ai Beni culturali Nancy Capezzera. Quest'ultima, nel suo intervento, ha ricordato, in veste sia di Vice Presidente del Centro Studi Bramanteschi sia di Assessore provinciale, che ''la Provincia di Lodi sta svolgendo un importante ruolo di controllo e di coordinamento in questa partita. L’opportunità del restauro di questo gioiello architettonico ci viene fornita da un'infrastruttura, la Tem, che nonostante sia molto discussa, permetterà da una parte di avvalerci di un'opera che faciliterà gli interscambi tra Lodigiano, Regione Lombardia e l’Italia intera, decongestionando il traffico, rafforzando la rete stradale nazionale e alleggerendo le attuali tangenziali milanesi; dall’altro permetterà di valorizzare, grazie al restauro conservativo, l’Oratorio di San Biagio di Rossate. Un aspetto, questo, che permette di caratterizzare e valorizzare luoghi di spiritualità e fede che spesso vengono abbandonati per mancanza di fondi – ha aggiunto l'architetto Capezzera -. La Tem, e la dimostrazione è quella odierna, andrà non solo a migliorare i tempi di percorrenza delle nostre strade ma imporrà, contemporaneamente, rigore nella pianificazione. Un progetto che non deve essere considerato come negativo ma, al contrario, come un'opportunità''. Soddisfazione è stata espressa anche dal Presidente della Provincia, Pietro Foroni: ''E’ paradossale – ha aggiunto - che in questo momento storico di forte crisi economica, ci siano ancora perplessità sull’opportunità di realizzare un'opera come la Tem. In particolare qui in Lombardia, regione tra le più produttive del nostro Paese ma che ha la necessità di trovare nuove infrastrutture per interfacciarsi con il territorio circostante. Oltretutto, aggiungo, chi contesta non propone nemmeno soluzioni alternative. La Tem è sì un'opera invasiva, ma che grazie a una programmazione attenta cerca di inserirsi anche in una logica di salvaguardia del territorio che attraversa. La Provincia riconosce dunque l’importanza di quest’opera ma la nostra amministrazione ha, nel contempo, posto vincoli strettissimi alla sua realizzazione affinché venga concretizzata per la sua utilità, ma diventi occasione di lavoro e occupazione. Non va poi dimenticato – ha detto ancora Foroni - che la Provincia di Lodi, da sola, a causa delle ristrettezze economiche degli enti locali aggravate dalla politica del Governo Monti, non sarebbe stata in grado da sola di garantire il recupero artistico e architettonico di questo gioiello. La Tem, invece, grazie alle perequazioni e alle compensazioni, ha permesso di procedere sia con il restauro della chiesa bramantesca che con la realizzazione di una rete infrastrutturale fondamentale per il Lodigiano''. Foroni si è poi soffermato sul valore storico del restauro dell'Oratorio di Rossate: ''Testimonianze di cultura del territorio, come questa, vanno recuperate anche come investimento in vista dell’appuntamento con Expo 2015, ma soprattutto come tesoro di cui potranno godere le future generazioni''. Il recupero della Chiesa va poi inquadrato nell'ottica più ampia del progetto ambientale denominato ''Muzza-Rossate'', che Tangenziale Esterna Spa svilupperà con l'obiettivo di riqualificare tutta l'area limitrofa a San Biagio. Più nel dettaglio, l'intervento è incardinato sulla volontà di proiettare l'Oratorio al centro di un polo culturale e turistico collegato a un sistema di mobilità dolce garantita da nove chilometri di nuovi percorsi ciclopedonali e dal ripristino di tracciati esistenti. ''San Biagio e l'area adiacente vanno sicuramente recuperati al fine di allargarne conoscenza e fruizione all'intera Lombardia – ha detto Fabio Terragni, amministratore delegato della società incaricata di realizzare e gestire la tangenziale est esterna -. L'intervento ci permetterà inoltre di ribadire l'impegno profuso dalla nostra società nella valorizzazione dei molteplici pregi naturalistici, culturali ed enogastronomici espressi dal Milanese e dal Lodigiano''.

''Stiamo progettando un futuro concreto per il Lodigiano''

''E' inutile continuare a sostenere che abbiamo dei tesori, dei bei fiumi e del bel verde, se poi non investiamo nella loro valorizzazione. Per crescere, dobbiamo prendere spunto da ciò che già c'è nel nostro territorio''. Pietro Foroni ha presentato così il senso dei progetti che la Provincia ha inoltrato come ente capofila alla Fondazione Cariplo per il finanziamento nell'ambito dei fondi emblematici 2012. Nella Sala dei Comuni del convento di San Domenico, il Presidente della Provincia ha incontrato la stampa, i sindaci dei centri coinvolti e dirigenti e dipendenti dell'ente locale che hanno curato e redatto i singoli progetti che da un lato rappresentano il completamento del percorso per la realizzazione del nuovo polo universitario di Lodi e dall'altro riguardano lo sviluppo del Piano integrato d'area presentato a suo tempo e finanziato dalla Regione Lombardia per il recupero degli argini del Po e la loro trasformazione in vie ciclopedonali. ''Grazie all'ottimo lavoro della struttura provinciale e degli altri enti coinvolti si è raggiunto un risultato sicuramente ottimale - ha detto il Presidente - che vuole dare sviluppo e prospettiva a questo territorio. In particolare, per quanto riguarda il progetto delle Vie della Fede si punta alla valorizzazione ambientale, culturale e religiosa della Provincia, facendo della Via Francigena, ma non solo, lo spunto per un investimento che non resta all'interno dei nostri confini, ma sa guardare anche fuori di essi. Questa complessa progettualità guarda all'Expo del 2015, ma per andare decisamente oltre''. ''La Via Francigena è la nostra identità - ha aggiunto l'Assessore alla Cultura e al Turismo, Mariano Peviani - è occasione di incontro, di dialogo. Qui si incrociavano le grandi vie della fede medievali: siamo il cuore dell'Italia, della Via Romea, del Cammino di Santiago de Compostella e intorno ad esse vogliamo costruire il nostro futuro. Questa non è una progettualità campata per aria: qui, oggi, parliamo di opere e non di semplici idee''. E sugli interventi che compongono il maxi piano ''Expo ed oltre'' si è soffermata Nancy Capezzera, Assessore alle Infrastrutture della Provincia di Lodi, in un intervento che ha ripercorso i vari passaggi della progettazione e il loro inserimento nella strategia di sviluppo territoriale voluta dall'Amministrazione: turismo, cultura, università. ''Ciò che abbiamo presentato alla Fondazione Cariplo è la volontà nostra e degli altri partner di mettere a sistema quello che di meglio il Lodigiano può offrire - ha detto l'Assessore -, riproponendo con lo stesso entusiasmo il lavoro efficace che già eravamo riusciti a produrre in occasione della presentazione del Piano integrato d'area''.

Pesca abusiva. Quasi 3.000 euro di sanzioni nell’ultima settimana di Febbraio. Assessore Boneschi: “Trasgressori in maggioranza romeni. Intensificheremo i controlli”


Attività di pesca abusiva particolarmente intensa negli ultimi giorni di febbraio ad opera prevalentemente di cittadini di nazionalità romena. La Polizia Provinciale e le Guardie Volontarie del Servizio Volontario di Vigilanza della Provincia di Lodi, infatti, durante o controlli effettuati lungo  I principali corsi d’acqua del territorio, in particolare il canale Muzza e suoi derivati, roggia Cavallera Crivella, roggia Regina Codogna e loro derivati e canale Tosi hanno elevato sanzioni per un totale di 2.719,22 euro.
“Il fenomeno di pesca illecita – spiega l’assessore provinciale alla caccia e pesca Matteo Boneschi - si è intensificato a causa delle basse portate idriche dei corsi d’acqua, dovute sia alle manutenzioni delle sponde che ad una minore immissione d’acqua nel fiume Adda proveniente sopratutto dal bacino idrico del lago di Como, che hanno contribuito a determinare una maggiore facilità dell’attività di pesca illecita. Infatti con minor acqua nei fiumi e nelle rogge i pesci sono più visibili e quindi facilmente catturabili. Gli interventi della Polizia Provinciale -aggiunge l’assessore - sono anche frutto delle segnalazioni dei cittadini la cui collaborazione è preziosa per contrastare questo il fenomeno che vede soprattutto all’opera cittadini romeni. Abbiamo intenzione di intensificare i controlli con ulteriori misure e a tal fine già domani incontrerò l’Ufficiale di polizia provinciale U.O. Polizia Locale e Protezione Civile Luca Pagano e il comandante della Polizia Provinciale Angelo Miano per mettere a punto nuove strategie.”.
Le 14 sanzioni contestate ammontano in totale a euro 2.719,22 euro e in particolare sono 13 riguardanti la pesca ( 2.681,64 euro) e 1 di caccia (37,58 euro). Nello specifico:

·       n. 1 sanzione amministrativa di pesca in quanto il trasgressore romeno pescava con le mani, senza licenza di tipo “B”, senza aver versato le tasse di concessione regionale, catturando n. 2 siluri oggetto di sequestro amministrativo, con sanzione pecuniaria di 209, 26 euro
·       n. 1 sanzione amministrativa di pesca in quanto il trasgressore romeno pescava con le mani , senza licenza di tipo “B”, senza aver versato le tasse di concessione regionale, utilizzando il guadino come mezzo di pesca e non come ausiliario nel recupero del pesce allamato all’apparato boccale, catturando n. 1 siluro oggetto di sequestro amministrativo, con sanzione pecuniaria di  294, 92 euro
·       n. 1  sanzione amministrativa di pesca in quanto il trasgressore, italiano, effettuava la navigazione con barca a motore in un luogo in cui è vietato dal piano ittico provinciale, con sanzione pecuniaria di 178,60 euro; tale divieto al fine di tutelare le zone umide naturali caratterizzate da acque ferme, ossia paludi, stagni, lanche, morte, teste di fontanili, budrii
·       n. 2 sanzioni amministrative di pesca in quanto il trasgressore romeno pescava,senza licenza di tipo “D”, senza il permesso del titolare e/o concessionario della gestione del diritto esclusivo di pesca, con sanzione pecuniaria complessiva di 184,52 euro
·       n. 1 sanzione amministrativa di pesca in quanto il trasgressore romeno pescava con le mani ,senza licenza di tipo “B”, senza aver versato le tasse di concessione regionale, catturando n. 1 carpa,  oggetto di sequestro amministrativo, con sanzione pecuniaria di  209, 26 euro
·       n. 2 sanzioni amministrative di pesca in quanto i trasgressori romeni pescavano con le mani , di cui uno era senza licenza di pesca di tipo “B”, entrambi senza aver versato le tasse di concessione regionale, senza  il permesso del titolare e/o concessionario della gestione del diritto esclusivo di pesca, catturando, trattenendolo, n. 18 esemplari di  carpa ( circa 50 kg stimati di peso), superando il quantitativo di pesca giornaliero permesso che è di 5 kg a testa:  tutto il pesce ,  oggetto di sequestro amministrativo, ancora vivo veniva rimesso nel corso d’acqua in cui era stato catturato, con sanzione pecuniaria complessiva di  489,84 euro
·       n. 3  sanzioni amministrativa di pesca in quanto i trasgressori romeni pescavano senza licenza di pesca di tipo “B”,  senza aver versato le tasse di concessione regionale, senza  il permesso del titolare e/o concessionario della gestione del diritto esclusivo di pesca, pescando a “ Strappo”, allamando il pesce in parti diverse dall’apparato boccale, le canne lenza con mulinello sono state  sequestrate, con sanzione complessiva di  euro 730,72
·       n. 2  sanzioni amministrative di pesca in quanto i  trasgressori, Romeni, pescavano senza licenza di pesca di tipo “B”,  senza aver versato le tasse di concessione regionale, senza  il permesso del titolare e/o concessionario della gestione del diritto esclusivo di pesca; le canne lenza sono  state sequestrate, con sanzione pecuniaria di 192,26 euro cadauno
·       n. 1 sanzione amministrativa di caccia per violazione alle norme di addestramento cani: utilizzava n. 5 cani segugio di età  inferiore ai 15 mesi, anziché utilizzare due cani contemporaneamente, come previsto dalla normativa vigente, per una sanzione di 37,58 euro