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‘’HANNO SALVAGUARDATO LE BANCHE PER FAR FALLIRE I COMUNI? DAL LODIGIANO A VERONA PER IL NO IMU DAY’’


‘’Con amministratori e cittadini domenica parteciperemo al ‘’no imu day’’ a Verona per protestare contro questo governo che rimesso la tassa sulla prima casa e tratta i nostri comuni come gli esattori dello stato centrale, svuotandoli di risorse economiche’’
Così il segretario provinciale della lega nord Guido Guidesi ed il responsabile enti locali Mirko Villa annunciano la partecipazione lodigiana alla manifestazione di domenica 17 giugno a Verona, i lodigiani, nella città di Tosi, arriveranno con pulman organizzati
‘’Hanno messo in piedi una bella strategia, niente trasferimenti ai comuni e gran parte delle entrate locali che passano allo stato, se solo qualcuno dell’esecutivo avesse fatto il consigliere comunale si sarebbe reso conto che questa nuova tassa è una pazzia’’
‘’Scippati di tesorerie e limitati dal patto di stabilità oggi il governo trasforma i nostri comuni in esattori per lo stato centrale mettendo le mani nelle tasche dei cittadini, escano da palazzi ed atenei e stiano in mezzo alla gente che è surclassata dalle loro tasse e non ha un posto di lavoro’’
‘’Non si diano responsabilità ai comuni di un balzello che il governo dei tecnici ha studiato solo per far cassa, grazie ai professoroni anche il diritto all’abitazione sarà tassato e le entrate non andranno ai comuni, in più le nostre aziende profondamente scosse dalla crisi economica saranno ulteriormente massacrate’’
‘’Hanno salvaguardato le banche per far fallire i comuni? Un governo fuori dalla realtà sostenuto da una maggioranza che ha sacrificato valori ed i idee assumendosi la responsabilità dei pessimi risultati di quetso esecutivo’’

Foroni: ''Sul futuro delle Province grave incertezza e confusione''


Riorganizzazione delle Province, il Governo insiste nel considerare la cancellazione di questi enti intermedi come il ''toccasana'' per le casse dello Stato, quando in realtà la loro eliminazione varrebbe un risparmio irrisorio per i cittadini e la creazione invece di molti problemi nell'amministrazione del territorio. Sui giornali sono cominciate a comparire anche ipotesi di fusione tra Province vicine e ad esempio sul ''Corriere della Sera'' del 3 maggio la Provincia di Lodi è stata accostata a quella di Cremona. Ma il Presidente Foroni invita alla cautela. ''Siamo in una situazione di gravissima incertezza e confusione – ha detto intervenendo al Consiglio Provinciale del 3 maggio -. L’accorpamento, che si faccia o non si faccia, non può avvenire con legge ordinaria'', e ha ricordato i ricorsi delle Regioni italiane contro l'ipotesi di cancellazione delle Province con scorciatoie legislative. ''Per l’istituzione di nuove Provincie – ha poi aggiunto - bisogna sentire anche i Comuni interessati''.
In quello stesso giorno, a Como, si è riunita in via straordinaria la Consulta Upl dei Presidenti dei dei Consigli provinciali lombardi, cui ha preso parte anche il lodigiano Massimo Codari: "I 12 Consigli provinciali lombardi istituiranno un Tavolo di lavoro per giungere in sinergia con il Direttivo Upl dei Presidenti delle Province ad una proposta concreta e condivisa di accorpamento dei propri enti da presentare a Regione e Governo" è stato spiegato alla fine dell'incontro ospitato non a caso dalla sede centrale della Provincia di Como, una delle quattro commissariate dal decreto Salva Italia. L’incontro è stato convocato su richiesta della Commissione speciale per il futuro della Provincia di Monza e della Brianza per esaminare in via preliminare una proposta di accorpamento elaborata in collaborazione con i territori limitrofi, in primis Lecco, in favore della costituzione di una “Grande Brianza”. Un’idea per ora solo abbozzata, che sarà sicuramente oggetto di discussione nel corso dell’apposito Tavolo costituito il 3 maggio dall’UPL. "Abbiamo scelto di riunirci qui come atto simbolico – hanno affermato i Presidenti dei Consigli - per testimoniare quanto sia assurdo e controproducente non sapere ancora, ad oggi, come si concretizzerà questa sbandierata riforma delle Province, un'incertezza che compromette in modo preoccupante il buon governo del territorio".
Le Province hanno appreso con favore l'appello che la BCE, nei scorsi giorni, ha rivolto al Governo sulla necessità di accorpare le Province per ottenere un reale risparmio dei costi: "Finalmente – hanno sottolineato - la demagogica parola eliminazione, madre del decreto Salva Italia, è stata messa in discussione da una fonte autorevole che le contrappone un'iniziativa di reale razionalizzazione dei costi, presentata ormai mesi fa anche dall’Unione delle Province d’Italia, rispettosa della Costituzione e, soprattutto, del principio di rappresentatività democratica." Di qui la decisione della Consulta UPL di elaborare un piano comune di accorpamento, invitando al confronto anche tutti i territori interessati: "Da subito le Province si sono dimostrate, con i fatti, disponibili a fare la propria parte per alleggerire la spesa pubblica e vogliono continuare a farlo. Ridurre il numero delle Province è necessario, per questo crediamo che il Tavolo di lavoro UPL, grazie al contributo di tutti coloro che sono stati eletti e hanno un legame diretto con i cittadini, possa essere la sede più indicata per stabilire nuovi confini efficaci e rispettosi delle esigenze di ciascun territorio”.

"Imu, una tassa che soffocherà la crescita"

“L’ho detto e lo ripeto: l’Imu è un’imposta ingiusta e che in questo momento rappresenta un macigno su famiglie e imprese già in grave difficoltà a causa della crisi. Ma non ho mai predicato la disobbedienza, civile o fiscale che sia. Ho invece detto che mi impegno e ci impegneremo affinché nell’ambito della normativa vigente si riescano a trovare i giusti meccanismi perché l’Imu, relativamente alla prima casa, gravi il meno possibile sui cittadini - così Pietro Foroni, Presidente della Provincia di Lodi, a proposito delle proteste che stanno investendo il Governo Monti per l'applicazione della nuova imposta municipale -. Manifesto una forte indignazione insieme a centinaia di Sindaci e di uomini delle istituzioni in tutto il Paese per l’applicazione di un’imposta che costringe i Comuni all’antipatico ruolo di esattori, non lasciando nulla sul territorio ma trasferendo di fatto ancora una volta tutto il denaro a Roma. Un’imposta - prosegue Foroni, che e' anche Sindaco di Maleo - che è destinata ad acuire problemi sociali già adesso evidenti e a comprimere ancora di più la capacità di spesa delle famiglie e dunque lo sviluppo. Ma questa protesta si traduce con senso di responsabilità nella ricerca di soluzioni a favore dei cittadini nel rispetto della normativa. Personalmente, come sindaco di Maleo, sto studiando insieme all’Amministrazione comunale tutte le strade percorribili nell’ambito dell’attuale quadro legislativo per far pagare il meno possibile ai miei concittadini”.

Dal Governo nessun aiuto per il rilancio dell'economia reale

“Cosa sta facendo il Governo Monti per sostenere la nostra economia e per aiutare le aree industrializzate come la nostra che necessitano d'interventi strutturali a sostegno delle proprie aziende e che tanto soffrono della concorrenza di Cina e India? Dov'è la tanto decantata fase del rilancio dell'economia?”. A chiederselo è il Presidente Pietro Foroni commentando la notizia che oggi, 13 marzo, rimbalza sulle pagine di tutti i quotidiani: l’inflazione è arrivata oltre il 3% e il livello dei prezzi al consumo è cresciuto al 3,9%. “E’ seriamente preoccupante riscontrare – spiega Foroni – quanto l’inflazione venga spinta al rialzo dall'aumento del carrello della spesa (+4.5 %), determinato a sua volta dal balzo record nei prezzi di benzina (+18,6 %), gasolio (+25,5 %), alimentari a partire dagli ortaggi (+8,6 %). Parliamo quindi di beni di prima necessità, cui le famiglie fanno sempre più fatica a far fronte, con stipendi sempre più bassi e nonostante questo sempre più tartassate del fisco”. L’ha ripetuto oggi anche Luigi Giampaolino, Presidente della Corte dei Conti, lanciando un preoccupante campanello d’allarme proprio contro il Governo: “Il peso delle tasse punta a superare il 45% del reddito, un livello record che ha pochi confronti nel mondo”. Seguito a ruota dal Garante della Privacy Francesco Pizzetti, che lamenta l’errore di limitare l’azione delle nostre imprese con politiche vessatorie. “Così, mentre gli altri Stati difendo la propria economia, - continua Foroni - noi invece la deprimiamo grazie all’attuale Governo, con metà del nostro reddito che se ne va in tasse. In pratica, lavoriamo fino a giugno solo per lo Stato. In tutto questo, l’attuale esecutivo ha pensato ad aumentare le accise sulla benzina, ormai alla soglia dei 2 euro al litro, a bloccare la rivalutazione delle pensioni sopra i 1400 euro per i prossimi due anni, in modo tale da non poter essere rivalutate al costo della vita, oggi, appunto aumentato oltre il 3%. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: consumi ridotti, stipendi più bassi, famiglie in crisi ed aziende chiuse!”. “Per il Governo Monti – attacca ancora Foroni – la ricetta per uscire dalla recessione è stata semplicissima: aumentare tasse ad imprese e artigiani, attualmente le più alte di tutti i Paesi europei, e bearsi della discesa dello spread! Peccato che la Cancelliera tedesca A. Merkel, oggi a Roma per incontrare Monti, non possa incontrare anche le nostre famiglie e i cittadini del Nord, riceverebbe sicuramente altri commenti molto meno lusinghieri di quelli che probabilmente la stessa esternerà al nostro primo ministro”. “Il Governo Monti – conclude il Presidente Foroni - più che un Governo di professori, si è dimostrato essere un governo centralista, che ha adottato la vecchia equazione della prima Repubblica: tasse al Nord e valanga soldi al Sud. Ignorando, oltretutto, anche “il piano casa”, approntato dal Governo precedente, senza fare nulla contro l'abusivismo edilizio, che tanti voti porta ai politici del Sud. E’ notizia di ieri, infatti, la scoperta di oltre due milioni di case fantasma in Italia, non recensite al catasto e perfettamente sconosciute al fisco. La maggior parte di tali immobili si trova a Napoli, ben 37.519 per una rendita evasa di oltre 29 milioni di euro, seguito da Cosenza, Salerno, Reggio Calabria, tutte con un numero di immobili non recensiti superiore ai 36 mila. Sul fronte delle rendite catastali evase trionfa Trapani, con quasi 88,5 milioni di Euro, a fronte di oltre 16 mila immobili ritrovati. E così, mentre il sud evade, il Governo Monti, invece di approntare politiche contro evasione ed abusivismo, ha deciso di reintrodurre l'ICI, di fatto, facendo ancora pagare tasse a chi le tasse le ha sempre pagate e prendendosi beffa dei soliti: i cittadini del Nord. E mentre altri parlano e sprecano, da noi si fanno i fatti. Regione Lombardia, grazie all’intervento del Vice Governatore Gibelli, ha accelerato l'approvazione del piano casa, che oggi è già legge regionale. Disposizioni pensate per i cittadini e non contro gli stessi. C’è solo da augurarsi che questo venga recepito anche dalle altre regioni, quelle del Sud, in modo particolare”.

''Dal Parlamento europeo un attacco alla famiglia''

“L’Unione Europa sta raggiungendo la più bassa credibilità dalla sua fondazione, preoccupandosi ormai solo di temi di astratto valore, per nulla attinenti alla realtà ed ai veri bisogni della gente e sempre più lontana dalle esigenze dei cittadini degli Stati membri. Così, invece di occuparsi di politica estera, crisi economica, immigrazione e criminalità, si trova ad affrontare questioni fortemente distanti dalle tradizioni cristiane e cattoliche dei rispettivi Stati. Trovo deprimente quello che sta accadendo in questi giorni, ed è seriamente preoccupante vedere che un Parlamento sovranazionale come quello di Strasburgo si preoccupi solo di affrontare questioni come quella del riconoscimento reciproco delle unioni omosessuali tra gli Stati membri. Un vero schiaffo alla sovranità e alle tradizioni cristiane e cattoliche del nostro Paese. E’ incredibile parlare del riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso, quando, prima, non si affrontano problematiche inerenti agli aiuti alle famiglie tradizionali, alle difficoltà che le stesse si trovano ad affrontare quotidianamente, alle false speranze e alle mancate illusioni”. “Non può esistere matrimonio al di fuori di quello tra uomo e donna. Ma la prima firmataria dell’emendamento, la deputata olandese Sophie In’t Veld, invece di concentrarsi sulle politiche sociali e sui programmi di sostegno alla natalità, aiutando le giovani coppie a superare le molte difficoltà che si trovano ad affrontare, ha visto bene di presentare un emendamento allegramente approvato dal fronte della sinistra europea, che obbliga il Parlamento ad adeguarsi a tale nuovo indirizzo”. “Una situazione umiliante, uno smacco alle nostre tradizioni cattoliche e culturali. L’Europa, ormai, affronta temi secondari e non si preoccupa delle vere emergenze che stiamo vivendo. E’ stato umiliante vedere che l’Alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Catherine Ashton, alla quale Monti si è rivolto per chiedere l’appoggio dell’Unione Europea sulla vicenda dei nostri marò illegalmente detenuti in India, non è neppure informata che la vicenda riguarda militari di uno Stato sovrano e non “guardie private”. Un altro smacco dall’Europa, distratta dai temi importanti ma ben attenta a chiedere sforzi agli Stati in fatto di politica monetaria e fiscale, per poi restituirci il nulla, se non il riconoscimento delle nozze fra persone dello stesso sesso. Temi che non hanno alcuna attinenza con le tradizioni cattoliche e cristiane fortemente radicate nel nostro territorio”.

Il Presidente Foroni: “I panificatori hanno ragione, Monti costringerà alla chiusura i piccoli forni del Lodigiano”


"I panificatori hanno ragione. Il Governo Monti sta assestando l’ennesimo colpo all’economia delle piccole imprese che ha fatto crescere il nostro Paese, a tutto vantaggio invece della grande distribuzione, in molti casi già in mano a operatori esteri. Sono altre le liberalizzazioni da fare, non quella che introduce la possibilità di cuocere il pane sette giorni su sette o quella che trasformerà in una giungla il comparto del commercio, senza più disciplina su orari e giorni di chiusura”. Il Presidente della Provincia di Lodi, Pietro Foroni, raccoglie il grido di dolore lanciato dall’Associazione dei panificatori del Lodigiano e dal suo Segretario Isacco Galuzzi, che hanno dato mandato alla Federazione italiana di categoria di tutelare il diritto al giorno di riposo. “Condivido la loro battaglia contro l’inutile e dannoso provvedimento del Governo – spiega Foroni – che non solo non rilancerà il settore, ma anzi provocherà forti problemi economici in una situazione già resa complicata dalla crisi e costringerà alla chiusura molte attività, che non potranno permettersi i costi di questa mazzata travestita da liberalizzazione. Anche i consumatori ne pagheranno le conseguenze, perché le botteghe e i forni dei nostri paesi e dei centri storici chiuderanno i battenti a tutto vantaggio degli ipermercati e dei centri commerciali. Senza neppure vantaggi sul fronte dell’occupazione: chi lavora nelle piccole imprese resterà a piedi, le grandi faranno fronte ai nuovi turni con gli straordinari e senza assumere nessuno. Anche questo provvedimento di Monti è tutto sbagliato”.
Da sempre nel Lodigiano i circa sessanta forni in attività hanno operato sei giorni su sette, rispettando il turno di riposo nella notte tra sabato e domenica e la clientela si è abituata al rito del “pane doppio” nel week end. “La decisione del Governo cancella con un colpo di spugna decenni di storia e il diritto al giorno di riposo, costringendo i forni, che spesso nelle nostre realtà sono a conduzione familiare, a organizzare turni di lavoro diversi con costi insostenibili. Finirà che anziché assumere gente, abbasseranno definitivamente la saracinesca – spiega Foroni -. Ne beneficeranno solo le grandi strutture commerciali di periferia, che hanno alle spalle forti realtà economiche e finanziarie e che imporranno ai propri dipendenti turni massacranti. L’effetto di questa finta liberalizzazione sarà impoverire ulteriormente la qualità della vita nei nostri centri e creare ripercussioni sul tessuto economico e sociale del Lodigiano. La battaglia dei panificatori – conclude il Presidente - è anche la nostra”. 

Decreto svuota carceri. Presidente Foroni: “Vigileremo sul territorio, affinché non risulti dannoso al nostro diritto alla sicurezza e alla libertà”


“Carceri sovraffollate? Svuotiamole lasciando a casa i delinquenti!”. Questo il sarcastico commento del Presidente della Provincia Pietro Foroni in merito all’approvazione da parte del Senato del decreto del Ministro della Giustizia Severino, che prevede un ampio utilizzo degli arresti domiciliari in casi che fino ad oggi erano puniti con la detenzione in carcere.
“La notizia – chiarisce il Presidente Foroni - è passata con un profilo molto basso, nonostante si tratti di un provvedimento che rivoluziona il nostro sistema detentivo. Il PD si dice soddisfatto del risultato raggiunto: bastava far uscire i criminali dalle carceri. Ancora ci ricordiamo del loro ultimo provvedimento d’indulto, che poi, nei fatti, si rivelò sconsiderato nelle modalità con le quali fu pensato ed attuato. Chi delinque è un pericolo per la società e la certezza della pena è un valore costituzionale che deve essere garantito anche, ma non solo, in un’ottica preventiva. Le cronache, ci parlano di scippi sempre più frequenti nelle nostre città o di incidenti stradali mortali. Da oggi, i responsabili di tale fatto, quando saranno condannati, si potranno giovare di pene più lievi da trascorrere nelle loro comode case. Un altro regalo del Governo Monti, - conclude Foroni - che usa il bastone con i cittadini e la carota con i delinquenti. E mentre loro svuotano le carceri la nostra Amministrazione sta lavorando per elaborare un piano di potenziamento della Polizia Provinciale di cui  abbiamo parlato proprio questa mattina in Giunta. Vigileremo sul nostro territorio, affinché un provvedimento tanto sconsiderato non sia pregiudizievole e dannoso al nostro diritto alla sicurezza e alla nostra libertà”.

Consiglio Autonomie Locali Lombarde. Presidente Foroni: “richiesto all’unanimità l’intervento di Regione Lombardia”


Si è riunito questa mattina a Milano, presso la sede del Consiglio Regionale della Lombardia, il “Consiglio delle Autonomie Locali” (CAL). Presente all’incontro, insieme a numerosi Presidenti di Provincia e Sindaci dei Comuni della Lombardia, anche il Presidente Pietro Foroni, che è altresì membro dell'ufficio di Presidenza CAL.

"Nella riunione di oggi - spiega il Presidente Foroni - il Consiglio di CAL, ha deliberato all'unanimità di chiedere alla Giunta regionale la proposizione del ricorso per illegittimità incostituzionale delle disposizioni contenute nell'art. 23 della Legge 114 del 2011 e di affidare mandato al Presidente di CAL, Guido Podestà, di trasmetterne la delibera al Governatore Formigoni. Le nostre motivazioni – spiega ancora Foroni – ampiamente sostenute da tutti, sono le medesime di quelle che stiamo portando avanti anche come UPL e UPI. E’ del tutto evidente, quindi, la piena condivisione dei principi che vedono la violazione della Costituzione negli articoli 114, 117 e 118, essendo le Province Enti locali di Governo, espressamente previsti nella Carta costituzionale e non modificabili nella struttura, come invece previsto nella Legge 214, in enti di secondo grado, con mere funzioni di coordinamento delle attività proprie dei Comuni. Il Consiglio, inoltre, è stato concorde nel ritenere che non sussistono in alcun modo le ragioni di necessità e di urgenza che giustificano il ricorso alla decretazione da parte del Governo, e comunque, altresì impossibile modificare con legge statale ordinaria quanto disposto dalla Costituzione. Per quanto riguarda, invece, il commissariamento previsto nei confronti delle Province che andranno al voto nel 2012, questo, inciderebbe sia sull'autonomia degli enti stessi che sul diritto dei cittadini di eleggere democraticamente gli organi provinciali”.
“Se il Consiglio di CAL è approdato all’unanimità ad un risultato come questo, - conclude Foroni - significa che non solo tutte le Province ma anche i tutti i Comuni, a prescindere dal colore politico, hanno ritenuto fondamentale ed opportuno chiedere a Regione Lombardia d’intervenire su una legge palesemente incostituzionale, che mina la democrazia stessa e che avrebbe pesanti ripercussioni sia verso i Comuni che per le Regioni. Il 31 Gennaio tutte le Province convocheranno Consigli provinciali aperti, in tale occasione, auspico che ci possa essere una grande partecipazione di sia cittadini lodigiani che di Sindaci del nostro territorio, per approfondire insieme le conseguenze che deriverebbero da una decisione come quella che il governo Monti vuole legittimare”

Guidesi: «Tutti uniti per salvare la Lega»

da il cittadino "quotidiano del lodigiano"


E il direttivo provinciale invita l’ex ministro Roberto Maroni a Lodi

MOMENTO DELICATO PER IL CARROCCIO, IL SEGRETARIO: «NESSUNA SPACCATURA, MA IL “CERCHIO MAGICO” HA CREATO QUALCHE PROBLEMA»





“Stra­unita”. Guido Guidesi, segre­tario provinciale della Lega nord, uti­lizza proprio questa parola per descrivere lo “stato di salute” del movimento all’indomani di un direttivo importan­tissimo. Importantissimo per le que­stioni sul piatto, non ultima la faccen­da Bossi ­Maroni, a un diktat del capo è seguita una pace, ma l’impressione è che la base sia in fermento. «Abbiamo una posizione molto solida e unita su tutto», precisa Guidesi, il quale consi­dera i congressi passati e futuri come un fondamentale strumento di con fronto tra militanti.
E se l’ex ministro dell’Interno davanti alle telecamere di “Che tempo che fa” ha sottolineato di aver ricevuto molti attestati di stima e inviti per comizi, Guidesi commenta: «Tutte le nostre se­zioni avrebbero piacere ad avere Maro­ni come ospite, per cui abbiamo deciso di sintetizzare tutte le richieste e di in­vitarlo a un grande appuntamento pro­vinciale che stiamo organizzando». Ma se qualcuno ha intenzione di “bollare” la Lega lodigiana come “maroniana”, il segretario precisa: «Il territorio so­stiene la Lega, ci sarà presto chiarezza ed è quello che tutti chiedono, se qualcu­no pensa che il dibat­tito interno possa di­ ventare causa di spaccature si sbaglia di grosso, ci rafforze­remo perchè non c’è nessuna frattura nel­la base. Maroni si è fatto interprete di al­cune richieste che so­no anche quelle della base, per cui sono an­che le nostre».
E rincara la dose, fa­cendo capire che non esiste nessuna Lega senza Bossi e Maroni e facendo intuire che forse è arrivato il momento di “togliere di torno” coloro che sono invisi a tutto il partito: «Non c’è dualismo tra Bossi e Maroni, se qualcuno pensa sia una competizione si sbaglia di grosso. A parer mio il co­siddetto “cerchio magico” qualche pro­blema di troppo l’ha creato. Poi, per quanto ci riguarda, non c’è Lega senza Bossi, Maroni e Giorgetti, di questo siamo certi perchè nonostante le inter­pretazioni giornalistiche non stiamo parlando di spaccature, ben presto i fat­ti confermeranno le mie certezze. Sare­mo tutti insieme e speriamo a breve con qualche influenza negativa in me­no». Il “rebus” delle alleanze in vista delle elezioni amministrative deve ancora essere sciolto, quest’anno si apriranno le urne di uno dei comuni più impor­tanti sul territorio, Sant’Angelo Lodi­giano. La Lega “ballerà da sola”? «Non abbiamo ancora deciso ­ dice Guidesi , di certo se il Pdl a livello nazionale con­tinua a sostenere un governo che si è abbattuto sulla gente del Nord con tas­se infinite e taglio delle pensioni, credo si debba fare una riflessione al di là del nostro ambito territoriale. Ribadisco che dove amministriamo insieme dob­biamo pensare a fa­re il bene della gen­te, attuando il pro­gramma con cui ci siamo presentati, per cui arriveremo a fine legislatura tran­quillamente e lavo­rando». Come in Provincia. Dopo il susseguirsi delle polemiche ­ dal “no” all’arresto del deputato Pdl Nico­la Cosentino accusato di avere presun­ti legami con la mafia ai soldi investiti in Tanzania ­, l’umore dei militanti sembrava propendere verso la delusio­ne. Guidesi rassicura gli scettici: «I no­stri militanti hanno dimostrato matu­rità e senso di responsabilità, quando siamo insieme mi sento in famiglia, tra di noi ci si confronta tanto ma la co­sa che non manca mai, oltre al senso di appartenenza, è la voglia di aiutarsi: quando uno di noi ha bisogno, gli altri ci sono sempre». Insomma, i lumbard lodigiani sono convinti di poter superare questo mo­mento che sembra essere cruciale per la sopravvivenza del movimento. «Lo supereremo perchè la base è “stra­uni­ta” e perchè siamo tutti qui con un obiettivo e un ideale concreto, vi sor­prenderemo positivamente. Ci sono stati momenti molto più difficili ma li abbiamo sempre superati in scioltezza, spesso lo abbiamo fatto attraverso un congresso. Piuttosto pensiamo a domenica, andremo tutti a manifestare a Mi­lano contro questo governo che doveva far miracoli e invece altro non ha fatto che massacrarci di tasse». 

Governance Poll 2011. Presidente Foroni: “La maggioranza dei lodigiani è con me”


A seguito della pubblicazione da parte del Sole 24 Ore dell’annuale sondaggio "Governance Poll 2011", commissionato dal quotidiano milanese a “Ipr-Marketing”, nel tentativo di misurare il gradimento dei politici locali, il Presidente della Provincia di Lodi Pietro Foroni mantiene il consenso del  al 53% della maggioranza degli elettori.
“I numeri vanno considerati come tali, senza dare agli stessi un’eccessiva importanza che rischierebbe di allontanare la nostra attenzione verso il delicato ruolo al quale siamo chiamati dai nostri elettori”. Con queste le parole il Presidente Foroni, commenta a caldo i dati del sondaggio. “E’ importantissimo, invece, conoscere e avere la costante percezione delle reali esigenze dei nostri cittadini, tenendole in considerazione giorno per giorno, impegnandoci a tradurle in fatti senza mai metterle in discussione. Ed è partendo da questo presupposto che, senza presunzione, posso ritenermi orgoglioso del lavoro che stiamo facendo in Provincia. Insidiatici in una situazione drammatica, ereditata dalla precedente amministrazione, siamo riusciti a realizzare progetti che venivano considerati irraggiungibili, concretizzando opere ed impegni presi in campagna elettorale. Questo, nonostante le risorse che potevamo disporre, stretti dalla sforatura del patto di stabilità, altra dote dalla precedente Giunta, oltre la gravosità degli interventi accantonati da anni e mai realmente affrontati. Possono ritenermi orgoglioso del lavoro della mia Giunta e dei miei Assessori, che hanno interpretato da subito lo spirito da me richiesto nelle rispettive competenze: impegno, fatti e territorio”.
 
“Pur non considerandomi propriamente un politico, almeno nel significato esclusivamente etimologico della parola stessa, oggi, i rappresentati della politica stanno vivendo una situazione difficilissima, verso la quale dobbiamo dimostrare di assumerci tutte le nostre responsabilità. Per quanto mi riguarda, sto vivendo una campagna mediatica difficilissima, che vede le Istituzioni provinciali sotto un attacco trasversale senza precedenti. E’ difficile, in una situazione come questa, spiegare ai cittadini l’importanza e il ruolo che rivestono le stesse quando anche i media non fanno adeguatamente il loro dovere d’informazione. Nonostante questo, continuo a proseguire nel mio lavoro con lo stesso entusiasmo del primo giorno, concentrandomi sui cittadini, sul territorio e le rispettive esigenze. I sondaggi sono importanti. Pur felice del risultato che mi vede con un indice di gradimento maggioritario, credo che l’attenzione debba continuare nel cammino intrapreso. I veri bilanci li faremo a fine mandato, e sarà in quel momento che si mostreranno tutti i numeri con i relativi fatti”.