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Sopralluogo del Presidente Foroni al porto di Cremona: prime miglia in acqua per il nuovo battello lodigiano Il 27 maggio l’inaugurazione, porterà 50 turisti ogni volta

TURISMO SUL PO, IL 27 MAGGIO UNA “PRIMA” STORICA
Prove di navigazione per il battello che dal prossimo 27 maggio batterà bandiera lodigiana. Questa mattina, lunedì 14 maggio, il Presidente Pietro Foroni ha indossato i galloni di comandante e si è messo al timone della nuova imbarcazione acquistata dall’Associazione S. Michele di Santo Stefano Lodigiano grazie ai contributi di Regione Lombardia (30mila euro) e di Provincia di Lodi (40mila) e che da fine mese inaugurerà anche nel nostro territorio il turismo sul Po. In realtà, dopo la foto di rito attraccati alla banchina del porto di Cremona, Foroni ha ripassato il comando alle mani più esperte del capitano Fulvio Regis e del pilota Claudio Ongari, entrambi in forza al Consorzio Navigare l’Adda, cui il battello è stato affidato in contratto d’armo. Quindi, qualche miglio sul fiume per testare le potenzialità di quello che tecnicamente è un catamarano, lungo 12,50 metri, largo 4 e  con un pescaggio di 60 centimetri.
“Abbiamo voluto questo sopralluogo – ha spiegato il Presidente della Provincia di Lodi, Pietro Foroni – per accertarci che tutto fosse a posto in vista della cerimonia di inaugurazione del battello, il 27 maggio a Morti della Porchera, in comune di Corno Giovine, quando il “varo” coinciderà con la tappa centrale della Ciclolonga delle Rose di Codogno. E naturalmente è tutto a posto. Mancano solo alcuni particolari di arredo e il nome… Già – ha confermato il Presidente -, non lo abbiamo ancora deciso e lo sveleremo solo in occasione della cerimonia. Ci sono diverse ipotesi sul tavolo, che si richiamano alle tradizioni locali, ma trattandosi di un vero e proprio evento per il Lodigiano vogliamo essere sicuri che piaccia. Anzi, ho deciso persino di fare un sondaggio informale sulla mia pagina Facebook. Chi volesse contribuire con dei suggerimenti, potrà farlo fino a domani sera, quando poi dovremo trarre le conclusioni anche per dare il tempo al cantiere del Consorzio di completare gli interventi sullo scafo”.

CINQUANTA PASSEGGERI PER OGNI CROCIERA
Il battello non è nuovo, ma è stato completamente riadattato alle esigenze dell’Associazione S. Michele e del turismo sul Po: “La somma a disposizione, pur importante, non ci avrebbe permesso di acquistare una nuova imbarcazione così capiente. Si è deciso di affidarci allora all’esperienza del Consorzio e di utilizzare uno scafo usato ma sul quale si è intervenuti radicalmente. Il numero di passeggeri che possono essere fatti accomodare a bordo non è casuale: abbiamo scelto un battello che avesse la stessa capienza di un pullman, per calibrare le crociere sulle esigenze dei viaggi organizzati, siano gruppi di turisti che bambini dei Grest o alunni delle scuole”, ha chiarito Foroni. Il battello, dotato di uno scafo di grande stabilità, ha una velocità di crociera di 16 nodi (circa 25-30 chilometri orari) a pieno carico e cioè con un massimo di 50 passeggeri e 2 membri dell’equipaggio (in realtà l’autorizzazione è per 55 passeggeri, ma per ragioni di sicurezza si è deciso di limitarne il numero). La propulsione è garantita da due motori fuoribordo di 60 cavalli di potenza ciascuno. Lo spazio ampio del ponte permetterà anche l’eventuale allestimento di buffet a bordo e naturalmente l’ancoraggio di dispositivi per i passeggeri portatori di handicap. Il battello sarà dotato di impianto audio.

UN’OCCASIONE UNICA PER IL LODIGIANO
“La messa in servizio di questo battello rappresenta un’occasione unica per il Lodigiano e per dare impulso al turismo sul territorio, che è uno dei settori sui quali dobbiamo puntare per la ripresa economica della nostra Provincia, anche in vista di Expo 2015 – ha spiegato il Presidente Foroni -. Del resto, avevamo promesso che avremmo investito in questa direzione e lo stiamo facendo. Non si tratta naturalmente di un intervento spot, ma è inserito nell’ambito di una rete di progetti nella quale stiamo coinvolgendo anche i Comuni. L’Associazione S. Michele di Santo Stefano Lodigiano, ad esempio, sta raccogliendo le adesioni delle Amministrazioni rivierasche del Po per trovare altre risorse che diano impulso alla navigazione turistica. E il 15 luglio è prevista l’inaugurazione del nuovo attracco turistico a Corte Sant’Andrea, con il quale si completerà la tratta lodigiana sul fiume: da Morti della Porchera al Gargatano di Somaglia, a Senna Lodigiana. Il Po deve diventare protagonista dello sviluppo del Lodigiano”.

MARINAI CERCANSI
E tra le opportunità offerte dal varo dell’imbarcazione lodigiana anche quella di formazione alla navigazione sul fiume. E’ vero infatti che la gestione del servizio è stata affidata al Consorzio Navigare l’Adda che metterà a disposizione uomini di equipaggio e personale in grado di curare immagine e promozione dell’attività crocieristica, ma in prospettiva la volontà è quella di coinvolgere quanto più possibile il territorio. Ecco allora alle viste un corso di formazione di “aiuto marinai” che possa istruire personale in grado di dare un aiuto nella gestione del servizio. Di lì alla patente nautica il passo potrebbe essere breve. In un momento di crisi come l’attuale, il successo della navigazione fluviale rappresenta un’opportunità di lavoro da non sottovalutare. Informazioni possono essere chieste contattando l’Ufficio Turismo della Provincia di Lodi.

Conto alla rovescia per la Fiera regionale di Borghetto


E' stato definito il programma ufficiale della 43° Fiera Regionale di Borghetto Lodigiano che anche quest'anno è patrocinata dalla Provincia di Lodi (il Presidente Pietro Foroni presenzierà alla cerimonia ufficiale di inaugurazione) e che presenta numerose novità, tutte in calendario tra il 4 e il 6 maggio, tranne una piccola ma significativa anticipazione di taglio culturale – un concerto del Maestro Mancino sullo storico organo della Chiesa parrocchiale - nella serata di giovedì 3 maggio.
Come di consueto la gamma di proposte economiche e di intrattenimento è davvero ampia e adatta ad un pubblico diversificato e naturalmente non mancano le novità, a testimonianza della continua capacità di rinnovarsi della manifestazione. Una particolare concentrazione delle iniziative più spettacolari è ovviamente prevista nella giornata clou di domenica 6, che vedrà la presenza di numerose attrazioni legate ai settori più tradizionali e originari della manifestazione, come la zootecnia, con una cospicua presenza di varie specie animali, o di impronta più moderna, come il vasto mondo dei motori, visto sotto vari approcci. Fiore all'occhiello di quest'anno sarà la presenza in Fiera da sabato mattina a tutta domenica di una monoposto F1 Ferrari, che verrà utilizzata anche per un imperdibile Pit Stop Challenge, una sfida a squadre di cambio ruote in velocità, aperta a tutti. Per chi poi volesse provare l'emozione della guida di una vettura da Grand Prix, saranno a disposizione gli originali simulatori Ferrari Virtual Academy, che, riproducendo fedelmente le prestazioni delle 'rosse' e alcuni circuiti prestigiosi, consentono di provare nei minimi dettagli le sensazioni - e l'adrenalina! - dei piloti al volante.
Alla tradizionale sfilata delle rombanti moderne Ferrari, si affiancheranno quest'anno alcune prestigiose vetture d'epoca, che possono vantare nel proprio curriculum la partecipazione alla celeberrima Mille Miglia: un gruppo ristretto ma particolarmente rappresentativo per il grande valore storico dei marchi presenti. Degna di segnalazione per gli appassionati anche una carrellata di una decina di jeep militari e 'campagnole' d'epoca. Gli appassionati di micromotori potranno invece cimentarsi in un torneo di prove cronometrate con modelli radiocomandati elettrici e con motori a scoppio nelle scale 1/10-1/8-1/5 o, ancora, assistere alle esibizioni dei piloti dei campionati italiani di categoria.
Le iniziative spettacolari legate alla presenza degli animali saranno incentrate sugli equini, in accordo con la specificità scelta da anni dagli organizzatori della manifestazione: uno show all'insegna della 'magia' del rapporto tra uomo e cavallo, ritmato da musiche incalzanti, sorprendenti coreografie, scintillanti costumi e affascinanti esibizioni di cavallerizzi esperti che montano esemplari di razza minorchina e spagnola. La più squisita tradizione di monta da lavoro italiana verrà messa in mostra da una decina di butteri maremmani con bardature e costumi tipici, che si cimenteranno in un percorso di superamento di ostacoli e nelle pittoresche sfide del torneo del saracino e del torneo della rosa, di cui illustreranno origini e leggende.
Trasportare gli spettatori indietro nel tempo fino al Medioevo sarà il compito dei falconieri, che faranno librare in volo alcuni rapaci di varie specie europee, asiatiche e nord-americane, ammirabili per tutta la giornata nelle apposite voliere; verrà inoltre offerta la possibilità del 'battesimo del guanto' a chi volesse provare a richiamare un falco sul proprio braccio, con precedenza ai ragazzini. Più legate all'ambito domestico le prove di agility e mobility dog dedicate a cani di tutte le razze, che si metteranno alla prova in semplici esercizi fisici lungo percorsi di gioco che valorizzano la loro relazione con l'amico uomo. Nel settore zootecnico da segnalare anche la presenza di numerosi volatili a piumaggio variopinto, in particolare canarini e pappagalli, e di una selezione di mucche da carne.
Le iniziative collaterali di taglio culturale avranno la loro prestigiosa location in Palazzo Rho: due mostre degli appassionati fotografi borghettini Oliviero Ferri e Paolo Moro, una rassegna di maschere e manufatti in terracotta della decoratrice mosaista Patrizia Longo e un'esposizione di dipinti simulativi del pittore autodidatta Gianmario Ferrari. I padiglioni commerciali ospiteranno una vasta gamma di proposte per la persona e la casa, in cui spiccano il comparto gastronomico (dalle carni tipiche lodigiane alla pasticceria, dalla pasta fresca alle bevande artigianali passando per confetteria e salumi) e l'artigianato d'eccellenza (tradizionale come la vetreria e la ceramica artistiche, o innovativo come le fonti d'energia rinnovabili e i sistemi di sicurezza). Legata al comparto delle carni doc anche una lotteria a premi che mette in palio ricchi premi in materia prima legati alle straordinarie tipicità locali.
Ancora da segnalare sul fronte dell'intrattenimento l'ampliamento di 3000 mq del luna park, che mette così a disposizione delle varie attrazioni una superficie di ben 4000 mq., aperte per un periodo più lungo rispetto alla Fiera stessa: dal 28 aprile al 13 maggio. E grazie all'investimento fatto dal Comune per la messa in sicurezza del sistema elettrico e l'attuazione di idonei accorgimenti potrà girare a pieno ritmo anche in caso di maltempo. Per il pubblico l'ingresso è come sempre gratuito; garantito un efficiente e ben fornito punto ristoro nonché il consueto intrattenimento musicale e di aggiornamento puntuale sulla scaletta della Fiera a cura di Radio Sound.

La Giunta approva progetti per mezzo milione sulle scuole


“In Giunta abbiamo dato il via libera a progetti di intervento sulle scuole per mezzo milione di euro. Continua, dunque, l’impegno della Provincia per garantire ad alunni, famiglie e operatori dell’istruzione edifici più funzionali e sicuri, mantenendo al Lodigiano quel primato nella qualità scolastica, anche strutturale, che ci è stato più volte riconosciuto a livello nazionale”. Il Presidente Pietro Foroni illustra i provvedimenti tecnici assunti nella riunione di Giunta di oggi, mercoledì 4 aprile 2012, che riguardano 4 scuole superiori e professionali del territorio: “Si tratta – spiega - del “Tosi” di Codogno, del “Pandini” di Sant’Angelo, di Villa Igea e del “Maffeo Vegio” di Lodi. Per tutti siamo già alla fase di approvazione del progetto preliminare, eseguito sempre dai tecnici del nostro Dipartimento Infrastrutture, Lavori Pubblici e Mobilità. Ora partiranno le procedure per le fasi successive di progettazione definitiva ed esecutiva e per l’affidamento dei lavori”.

“Siamo soddisfatti – gli fa eco l’Assessore all’Edilizia scolastica Mariano Peviani– perché già adesso, all’inizio di aprile, siamo in grado di concretizzare gli impegni contenuti nel piano delle opere pubbliche e di preparare i cantieri che permetteranno di presentare, all’avvio del prossimo anno scolastico, delle scuole ancora più efficienti e in sicurezza. Prosegue dunque la politica di manutenzione del patrimonio scolastico impostata fin dal nostro insediamento nel 2009 e che ci ha permesso di investire nei primi due anni e mezzo sette milioni di euro in questa direzione, che adesso diventano addirittura sette e mezzo”. E’ sempre Peviani a fornire i dettagli degli interventi sulle singole scuole: “L’investimento complessivo è di 490mila euro Iva compresa, ripartito in 4 progetti distinti:
-       Istituto Tecnico Agrario “Tosi” di Codogno, 120mila euro Iva compresa, di cui 94.248,00 per lavori e 25.752,00 per somme a disposizione; l’intervento riguarda il secondo lotto della messa in sicurezza e interventi antisfondellamento delle solette;
-       Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente “Merli” di Lodi (Villa Igea), 150mila euro Iva compresa, di cui 119.102,97 per lavori e 30.897,03 per somme a disposizione; l’intervento riguarda l’adeguamento di laboratori e servizi;
-       Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente “Merli” di Lodi (Villa Igea) e Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Pandini” di Sant’Angelo Lodigiano, complessivamente 100mila euro Iva compresa, di cui 80.571,32 per lavori e 19.428,68 per somme a disposizione; l’intervento riguarda in entrambe le scuole interventi strutturali ed impiantistici vari;
-       Liceo Statale “Vegio” di Lodi, 120mila euro Iva compresa, di cui 95.004,00 per lavori e 24.996,00 per somme a disposizione; l’intervento riguarda lavori di messa in sicurezza e antisfondellamento solette”.

“Si tratta – conclude l’Assessore Peviani – di progetti che intervengono su esigenze nuove o, come nel caso del “Tosi” e del “Vegio”, che permettono la prosecuzione di opere già avviate nei mesi scorsi”.

Boneschi al farmers' market della Coldiretti a Lodi


“Questa sorta di “gemellaggio” tra il mondo agricolo lodigiano e lombardo e quello toscano ritengo sia un’iniziativa importante, che va nella direzione di tutelare le produzioni italiane di qualità e che fa il paio con quelle attivate anche nel nostro territorio dalla Provincia di Lodi per promuovere prodotti  certificati, come quelli a marchio “Lodigiano Terra Buona”. Tutto quanto si fa per valorizzare le produzioni nostrane rispetto all’invasione dei prodotti esteri è certamente meritorio”. Così l’Assessore provinciale all’Agricoltura Matteo Boneschi che venerdì 30 marzo ha visitato il farmers’ market della Coldiretti a Lodi, in viale Pavia, dove accanto agli abituali produttori-espositori si è aggiunta una delegazione di produttori di olio e vino della Toscana, che hanno portato extravergine delle varietà Moraiolo e Frantoio e i vini bianchi e rossi delle province di Firenze, Pistoia e Siena, molti dei quali totalmente biologici.

“E’ stato un viaggio piacevole nei tesori dell’enogastronomia toscana, che il pubblico lodigiano ha potuto apprezzare e confrontare con quelli non meno nobili della tradizione lodigiana e lombarda – ha commentato Boneschi dopo essersi intrattenuto con tutti gli espositori ospiti ed aver assaggiato alcune specialità -. Un’occasione da ripetere, magari portando i produttori di salumi, carne e formaggio lodigiani nei mercati delle altre regioni. Complimenti dunque alla Coldiretti che ha voluto promuovere questa iniziativa, coinvolgendo anche Lodi insieme a Milano e Monza. Del resto, questo dei farmers’ market si conferma un progetto da valorizzare perché permette di avvicinarci a molteplici obiettivi, a vantaggio del produttore, certo, ma anche e soprattutto del consumatore. Per cominciare, si accorcia la filiera permettendo al pubblico di acquistare prodotti di qualità che arrivano direttamente dalle aziende agricole, che a loro volta possono proporsi agli acquirenti senza passare dall’imbuto della grande distribuzione. Si afferma la politica dei prezzi a chilometri zero, non gravati cioè dalle spese di trasporto. Si valorizzano prodotti locali rispetto ad alimenti spesso di provenienza incerta. Si incentiva infine il consumo di prodotti freschi e  di stagione. Direi che ci sono tutti gli ingredienti, soprattutto in un momento di difficoltà come questo, per sancire il successo di un’iniziativa che sposa appieno la politica della Provincia nel settore dell’agricoltura”.

Emergenza alimentare, il Lodigiano sarà tra i protagonisti di Expo

Sovranità alimentare: si è parlato di questo nel corso dell'importante convegno organizzato dall'Associazione lodigiana per la cooperazione internazionale con il patrocinio della Provincia di Lodi e della Regione Lombardia, venerdì 23 marzo presso il Parco Tecnologico Padano. Nel suo indirizzo di saluto, il Presidente provinciale Pietro Foroni ha posto l'accento su Expo 2015, cui il tema dibattuto è strettamente correlato, anche perché all'alimentazione si fa riferimento nello stesso titolo dell'Esposizione Universale di Milano: ''Nutrire il pianeta, energia per la vita''. L’alimentazione, la sua disponibilità, le metodologie per continuare a garantirla, la sua sicurezza: sono questi gli argomenti intorno ai quali si dovrà concentrare il dibattito politico, scientifico e culturale a livello mondiale nei prossimi anni e intorno a cui si è anche sviluppato l'intervento di Foroni ''perché la vera emergenza che abbiamo davanti e che rischiamo di affrontare largamente impreparati – ha ricordato - è proprio quella del cibo, più ancora di quella dell'energia per la quale si stanno già predisponendo delle soluzioni''. Ecco allora il riferimento a un'agricoltura che per garantire sostentamento a tutti è capace di cambiare, crescere e sposare innovazione e ricerca, come del resto già succede anche nel Lodigiano e proprio al Parco Tecnologico Padano: un territorio e una struttura che per la loro vocazione e per la loro storia, ha aggiunto il Presidente della Provincia, si candidano ad essere fra i protagonisti dell'appuntamento del 2015. Oltre a Foroni, che ha ricordato anche come verso la Provincia di Lodi si siano accessi i riflettori di realtà del Sud del mondo che ambiscono a far crescere la loro produttività agroalimentare, a portare i saluti all'esordio del convegno che ha registrato la presenza di alcune scuole del territorio, sono intervenuti l'Assessore regionale all'Agricoltura Giulio De Capitani e il Presidente della Camera di Commercio di Lodi Alessandro Zucchetti. Dopo di loro il via al dibattito e alle tavole rotonde, che hanno coinvolto alcuni fra i massimi esperti regionali e nazionali di agricoltura, cooperazione internazionale e ricerca nel campo agroalimentare.

In Consiglio il saluto del Vescovo Giuseppe Merisi

Torna a riunirsi il Consiglio Provinciale e lo fa accogliendo il Vescovo di Lodi. La seduta del 15 marzo si aprirà infatti, alle ore 15, con il saluto a monsignor Giuseppe Merisi, che sarà prima ricevuto dal Presidente della Giunta, Pietro Foroni, e dal Presidente dell'Assemblea elettiva, Massimo Codari. Successivamente, comincerà l'analisi dei punti all'ordine del giorno, tra i quali a farla da padrone sarà certamente il bilancio di previsione 2012 illustrato dall'Assessore Cristiano De Vecchi. In caso l'esame e la votazione degli argomenti in agenda non dovesse finire in tempo, il Consiglio è già riconvocato per le ore 15 del 20 marzo.

''Dal Parlamento europeo un attacco alla famiglia''

“L’Unione Europa sta raggiungendo la più bassa credibilità dalla sua fondazione, preoccupandosi ormai solo di temi di astratto valore, per nulla attinenti alla realtà ed ai veri bisogni della gente e sempre più lontana dalle esigenze dei cittadini degli Stati membri. Così, invece di occuparsi di politica estera, crisi economica, immigrazione e criminalità, si trova ad affrontare questioni fortemente distanti dalle tradizioni cristiane e cattoliche dei rispettivi Stati. Trovo deprimente quello che sta accadendo in questi giorni, ed è seriamente preoccupante vedere che un Parlamento sovranazionale come quello di Strasburgo si preoccupi solo di affrontare questioni come quella del riconoscimento reciproco delle unioni omosessuali tra gli Stati membri. Un vero schiaffo alla sovranità e alle tradizioni cristiane e cattoliche del nostro Paese. E’ incredibile parlare del riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso, quando, prima, non si affrontano problematiche inerenti agli aiuti alle famiglie tradizionali, alle difficoltà che le stesse si trovano ad affrontare quotidianamente, alle false speranze e alle mancate illusioni”. “Non può esistere matrimonio al di fuori di quello tra uomo e donna. Ma la prima firmataria dell’emendamento, la deputata olandese Sophie In’t Veld, invece di concentrarsi sulle politiche sociali e sui programmi di sostegno alla natalità, aiutando le giovani coppie a superare le molte difficoltà che si trovano ad affrontare, ha visto bene di presentare un emendamento allegramente approvato dal fronte della sinistra europea, che obbliga il Parlamento ad adeguarsi a tale nuovo indirizzo”. “Una situazione umiliante, uno smacco alle nostre tradizioni cattoliche e culturali. L’Europa, ormai, affronta temi secondari e non si preoccupa delle vere emergenze che stiamo vivendo. E’ stato umiliante vedere che l’Alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Catherine Ashton, alla quale Monti si è rivolto per chiedere l’appoggio dell’Unione Europea sulla vicenda dei nostri marò illegalmente detenuti in India, non è neppure informata che la vicenda riguarda militari di uno Stato sovrano e non “guardie private”. Un altro smacco dall’Europa, distratta dai temi importanti ma ben attenta a chiedere sforzi agli Stati in fatto di politica monetaria e fiscale, per poi restituirci il nulla, se non il riconoscimento delle nozze fra persone dello stesso sesso. Temi che non hanno alcuna attinenza con le tradizioni cattoliche e cristiane fortemente radicate nel nostro territorio”.

La Tem e la Provincia insieme sulle tracce del Bramante

E' stato illustrato nella mattinata del 12 marzo, nella piccola frazione di Comazzo, il progetto del restauro conservativo dell'Oratorio di San Biagio di Rossate, la cui storia è strettamente connessa a quella di San Pietro in Vaticano: la pianta dell'edificio del nord Lodigiano, attribuibile a Bramante o comunque alla sua scuola, sarebbe infatti la base sulla quale anni dopo l'architetto e artista costruì la basilica romana. Un filo rosso che verrà valorizzato dai lavori di recupero finanziati dalla Tangenziale Esterna Spa, tra le opere compensative della nuova autostrada milanese. All'incontro di Rossate (nel corso del quale è stato annunciato che grazie all'investimento di un milione di euro deciso da Tem e al via libera della Curia di Lodi, della parrocchia e della Sospintendenza ai Beni architettonici e paesistici della Lombardia, entro due anni la Chiesa verrà restituita al suo antico splendore) erano presenti anche il Presidente della Provincia di Lodi, Pietro Foroni, e l'Assessore alle Infrastrutture e ai Beni culturali Nancy Capezzera. Quest'ultima, nel suo intervento, ha ricordato, in veste sia di Vice Presidente del Centro Studi Bramanteschi sia di Assessore provinciale, che ''la Provincia di Lodi sta svolgendo un importante ruolo di controllo e di coordinamento in questa partita. L’opportunità del restauro di questo gioiello architettonico ci viene fornita da un'infrastruttura, la Tem, che nonostante sia molto discussa, permetterà da una parte di avvalerci di un'opera che faciliterà gli interscambi tra Lodigiano, Regione Lombardia e l’Italia intera, decongestionando il traffico, rafforzando la rete stradale nazionale e alleggerendo le attuali tangenziali milanesi; dall’altro permetterà di valorizzare, grazie al restauro conservativo, l’Oratorio di San Biagio di Rossate. Un aspetto, questo, che permette di caratterizzare e valorizzare luoghi di spiritualità e fede che spesso vengono abbandonati per mancanza di fondi – ha aggiunto l'architetto Capezzera -. La Tem, e la dimostrazione è quella odierna, andrà non solo a migliorare i tempi di percorrenza delle nostre strade ma imporrà, contemporaneamente, rigore nella pianificazione. Un progetto che non deve essere considerato come negativo ma, al contrario, come un'opportunità''. Soddisfazione è stata espressa anche dal Presidente della Provincia, Pietro Foroni: ''E’ paradossale – ha aggiunto - che in questo momento storico di forte crisi economica, ci siano ancora perplessità sull’opportunità di realizzare un'opera come la Tem. In particolare qui in Lombardia, regione tra le più produttive del nostro Paese ma che ha la necessità di trovare nuove infrastrutture per interfacciarsi con il territorio circostante. Oltretutto, aggiungo, chi contesta non propone nemmeno soluzioni alternative. La Tem è sì un'opera invasiva, ma che grazie a una programmazione attenta cerca di inserirsi anche in una logica di salvaguardia del territorio che attraversa. La Provincia riconosce dunque l’importanza di quest’opera ma la nostra amministrazione ha, nel contempo, posto vincoli strettissimi alla sua realizzazione affinché venga concretizzata per la sua utilità, ma diventi occasione di lavoro e occupazione. Non va poi dimenticato – ha detto ancora Foroni - che la Provincia di Lodi, da sola, a causa delle ristrettezze economiche degli enti locali aggravate dalla politica del Governo Monti, non sarebbe stata in grado da sola di garantire il recupero artistico e architettonico di questo gioiello. La Tem, invece, grazie alle perequazioni e alle compensazioni, ha permesso di procedere sia con il restauro della chiesa bramantesca che con la realizzazione di una rete infrastrutturale fondamentale per il Lodigiano''. Foroni si è poi soffermato sul valore storico del restauro dell'Oratorio di Rossate: ''Testimonianze di cultura del territorio, come questa, vanno recuperate anche come investimento in vista dell’appuntamento con Expo 2015, ma soprattutto come tesoro di cui potranno godere le future generazioni''. Il recupero della Chiesa va poi inquadrato nell'ottica più ampia del progetto ambientale denominato ''Muzza-Rossate'', che Tangenziale Esterna Spa svilupperà con l'obiettivo di riqualificare tutta l'area limitrofa a San Biagio. Più nel dettaglio, l'intervento è incardinato sulla volontà di proiettare l'Oratorio al centro di un polo culturale e turistico collegato a un sistema di mobilità dolce garantita da nove chilometri di nuovi percorsi ciclopedonali e dal ripristino di tracciati esistenti. ''San Biagio e l'area adiacente vanno sicuramente recuperati al fine di allargarne conoscenza e fruizione all'intera Lombardia – ha detto Fabio Terragni, amministratore delegato della società incaricata di realizzare e gestire la tangenziale est esterna -. L'intervento ci permetterà inoltre di ribadire l'impegno profuso dalla nostra società nella valorizzazione dei molteplici pregi naturalistici, culturali ed enogastronomici espressi dal Milanese e dal Lodigiano''.

''Stiamo progettando un futuro concreto per il Lodigiano''

''E' inutile continuare a sostenere che abbiamo dei tesori, dei bei fiumi e del bel verde, se poi non investiamo nella loro valorizzazione. Per crescere, dobbiamo prendere spunto da ciò che già c'è nel nostro territorio''. Pietro Foroni ha presentato così il senso dei progetti che la Provincia ha inoltrato come ente capofila alla Fondazione Cariplo per il finanziamento nell'ambito dei fondi emblematici 2012. Nella Sala dei Comuni del convento di San Domenico, il Presidente della Provincia ha incontrato la stampa, i sindaci dei centri coinvolti e dirigenti e dipendenti dell'ente locale che hanno curato e redatto i singoli progetti che da un lato rappresentano il completamento del percorso per la realizzazione del nuovo polo universitario di Lodi e dall'altro riguardano lo sviluppo del Piano integrato d'area presentato a suo tempo e finanziato dalla Regione Lombardia per il recupero degli argini del Po e la loro trasformazione in vie ciclopedonali. ''Grazie all'ottimo lavoro della struttura provinciale e degli altri enti coinvolti si è raggiunto un risultato sicuramente ottimale - ha detto il Presidente - che vuole dare sviluppo e prospettiva a questo territorio. In particolare, per quanto riguarda il progetto delle Vie della Fede si punta alla valorizzazione ambientale, culturale e religiosa della Provincia, facendo della Via Francigena, ma non solo, lo spunto per un investimento che non resta all'interno dei nostri confini, ma sa guardare anche fuori di essi. Questa complessa progettualità guarda all'Expo del 2015, ma per andare decisamente oltre''. ''La Via Francigena è la nostra identità - ha aggiunto l'Assessore alla Cultura e al Turismo, Mariano Peviani - è occasione di incontro, di dialogo. Qui si incrociavano le grandi vie della fede medievali: siamo il cuore dell'Italia, della Via Romea, del Cammino di Santiago de Compostella e intorno ad esse vogliamo costruire il nostro futuro. Questa non è una progettualità campata per aria: qui, oggi, parliamo di opere e non di semplici idee''. E sugli interventi che compongono il maxi piano ''Expo ed oltre'' si è soffermata Nancy Capezzera, Assessore alle Infrastrutture della Provincia di Lodi, in un intervento che ha ripercorso i vari passaggi della progettazione e il loro inserimento nella strategia di sviluppo territoriale voluta dall'Amministrazione: turismo, cultura, università. ''Ciò che abbiamo presentato alla Fondazione Cariplo è la volontà nostra e degli altri partner di mettere a sistema quello che di meglio il Lodigiano può offrire - ha detto l'Assessore -, riproponendo con lo stesso entusiasmo il lavoro efficace che già eravamo riusciti a produrre in occasione della presentazione del Piano integrato d'area''.

Foroni difende le Province sul giornale degli studenti

Perché opporsi alla soppressione della Provincia? Esiste un problema enti locali in Italia? Il giudizio sull'operato del Governo Monti?... Stavolta a incalzare il Presidente Pietro Foroni con una serie di domande legate soprattutto alla discussa riforma istituzionale che potrebbe portare a una radicale revisione delle Province italiane non è stato un giornalista televisivo o di un quotidiano, ma un reporter del ''Bradipo'', il periodico studentesco edito dai Licei Verri e Gandini di Lodi. Giorgio Mantoan ha fissato un appuntamento con l'Ufficio Stampa del Presidente e ha ottenuto l'appuntamento per martedì 6 marzo. L'intervista si è svolta nell'ufficio di Pietro Foroni, nel convento di San Cristoforo e sarà pubblicata sulla prossima edizione della testata scolastica

Tagesmutter, la Provincia investe sulla famiglia

La Provincia ci crede molto, anzi moltissimo, perché si tratta di un servizio di grande utilità sociale'': promozione piena per il Progetto Tagesmutter da parte del Presidente della Provincia di Lodi, Pietro Foroni, che il 1 marzo in conferenza stampa ha presentato il primo corso sperimentale per la formazione di tagesmutter sul territorio di Lodi, ospitato dal convento di San Cristoforo, sala Chiostro, dal 2 marzo. In sostanza, grazie alla Fondazione Monsignor Lorenzo Dalponte di Trento, che curerà la fase formativa e alla cooperativa di Lodi ''Pronto Tagesmutter'', che si occuperà anche della parte organizzativa e gestionale del servizio, un gruppo di donne lodigiane che rispondono a particolari requisiti di affidabilità, che sono adeguatamente preparate e motivate e che mettono a disposizione la propria cosa per prendersi cura di massimo 5 bambini e ragazzi per volta (dai tre mesi ai 14 anni di età), si inseriranno nella rete dei servizi socio-educativi territoriali. Non in alternativa o in concorrenza rispetto alle strutture tradizionali come gli asili nido, ma per intercettare quella richiesta delle famiglie che oggi non ha ancora risposta, venendo incontro da un lato ai bisogni di chi non può prendersi cura dei propri figli in determinati orari della giornata e dall'altro alle donne-operatrici che in questo modo possono esercitare una professione riconosciuta, non in nero, regolarmente retribuita che può concorrere al reddito famigliare senza costringere le madri a lavorare fuori di casa o a loro volta a non prendersi cura dei propri bambini. E i costi? Accessibili: massimo 6,50 euro all'ora per bambino – con pacchetti scontati in base al numero e ai giorni di accesso al servizio -, che però si trasformano in redditi importanti per le operatrici che al netto arrivano a guadagnare anche più di mille euro quando sono a pieno regime. La garanzia? Il fatto che realtà come la cooperativa ''Pronto Tagesmutter'' non sono a scopo di lucro e dunque ciò che entra, al netto di tasse e contributi, rientra poi nelle tasche di chi lavora. Oggi nel Lodigiano sono già dieci le tagesmutter formate e operative, che insieme rispondono al bisogno segnalato da un centinaio di famiglie nei Comuni di Casaletto, Codogno, Santo Stefano e Lodi. Il corso al via permetterà di prepararne altre 14. ''Al corso stavamo già lavorando da qualche mese – ha spiegato il Presidente Foroni, che accanto a un contributo iniziale di tremila euro ha garantito l'impegno a reperire altre risorse da investire in formazione e nell'abbattimento ulteriore delle rette – anche perché non si tratta di un'iniziativa isolata, ma che fa parte di un percorso che come Amministrazione provinciale abbiamo avviato da subito per non focalizzare le politiche sociali solo sui bisogni dei singoli ma sull'intero nucleo familiare. Quella delle tagesmutter non è certo un'esperienza che nasce qui, ma dobbiamo anche essere bravi a copiare le cose che altrove funzionano bene. Si tratta di un'opportunità nuova per quei genitori che oggi non riescono a mandare i figli all'asilo e per tante madri è l'occasione di trovare un'occupazione dignitosa lavorando da casa e senza rinunciare a curare la propria famiglia''. Sulla stessa lunghezza d'onda l'Assessore alle Politiche sociali Mariano Peviani, che ha ricordato come questo progetto sia ''il nostro contributo concreto alla sussidiarietà sul territorio. Noi lavoriamo in questo modo e con questa attenzione ai bisogni delle famiglie; siamo contenti di aver trovato dei partner che fanno altrettanto''. Soddisfazione per il via dell'iniziativa è stata espressa anche dal Presidente della Fondazione Dalponte, Paolo Stefanini, e dalla Presidente della cooperativa ''Pronto Tagesmutter'', Belinda Gallarati.

Gli alunni di Maleo in visita ai conventi di S. Domenico e S. Cristoforo E il Presidente Foroni tiene una “lezione” sul ruolo della Provincia


Nel loro percorso alla scoperta delle istituzioni che governano i cittadini, i ragazzi della Scuola Media di Maleo hanno fatto tappa in Provincia a Lodi. Questa mattina alle 9.30 i circa quaranta alunni di due classi dell’istituto della Bassa hanno iniziato la loro visita guidata che li ha condotti alla scoperta dei palazzi che ospitano gli uffici dell’Amministrazione Provinciale, prima San Cristoforo e successivamente il convento di San Domenico. Qui, nella Sala dei Comuni, sono stati accolti dal Presidente Pietro Foroni, “particolarmente orgoglioso di questa visita – ha detto sorridendo alle classi – perché è sempre un piacere aprire le porte della Provincia ai giovani cittadini del Lodigiano e a maggior ragione lo è oggi visto che arrivate da Maleo”, di cui Foroni, lo ricordiamo, è Sindaco. In realtà, le stesse classi sono protagoniste in questi mesi di un itinerario che già le aveva condotte nel Municipio del loro paese e che ora le porterà, dopo la Provincia, alla scoperta della sede di Regione Lombardia e infine al Parlamento.
Foroni ha spiegato agli studenti l’importanza della Provincia, il suo ruolo di coordinamento e di governo del territorio e l’importanza che i ragazzi si sentano parte del processo democratico che dà legittimità alle istituzioni. Una breve “lezione” sui compiti dell’ente è stata poi tenuta da Mirko Villa, dello Staff di Presidenza, mentre la visita guidata è stata curata dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Giovanili. 

Libero scambio con il Marocco, “un accordo sciagurato” L'Assessore Boneschi: “Dall’Europa un duro colpo alla nostra agricoltura, a rischio soprattutto le produzioni di pomodoro”


“Ancora una volta l’agricoltura italiana paga pegno a una politica europea miope e che baratta la sopravvivenza di un comparto strategico per il nostro Paese sull’altare di interessi che nulla hanno a che vedere con il futuro delle nostre imprese agricole e dei nostri consumatori. L’accordo di libero scambio con il Marocco votato dal Parlamento Europeo è troppo squilibrato a favore del mercato africano e delle multinazionali che si nascondono dietro di esso, che ora potranno liberamente inondare il nostro mercato di prodotti a basso e bassissimo costo godendo di privilegi come l’eliminazione di tutte le tariffe doganali su ben oltre la metà delle merci provenienti dal Marocco”. E’ molto critico il commento dell’Assessore all’Agricoltura della Provincia di Lodi, Matteo Boneschi, sul voto con cui l’Europa ha dato il via libera all’accordo di libero scambio, che farà sentire i suoi effetti soprattutto sui prodotti ortofrutticoli, ma non solo. “Hanno prevalso logiche politiche di apertura incondizionata alle economie dei Paesi del sud del Mediterraneo alla ricerca di nuovi assetti dopo la “primavera araba” e di sudditanza nei confronti delle economie agricole del nord Europa, che risentiranno poco o nulla di questo sciagurato accordo – dice Boneschi -, ma soprattutto ad avere la meglio saranno le grandi multinazionali, che delocalizzando le produzioni in Marocco e potendo contare su una mano d’opera a basso costo, spesso addirittura facendo lavorare i minori, metteranno sul mercato merce che potrà essere venduta a prezzi decisamente inferiori ai nostri grazie anche all’abolizione dei dazi, che resteranno invece in vigore su molte merci europee e italiane dirette in quel Paese. Al di là di qualsiasi lettura, si tratta di concorrenza sleale nei confronti delle nostre eccellenze. A rischio sono soprattutto le produzioni ortofrutticole di qualità italiane, a cominciare dal pomodoro. In queste condizioni è concreto il pericolo di chiusura di imprese, aziende collegate e indotto, con effetti devastanti sulla filiera e la perdita di moltissimi posti di lavoro”. 
“A guadagnarne non saranno purtroppo nemmeno i consumatori – sostiene l’Assessore provinciale – perché quelli che troveranno sugli scaffali dei supermercati saranno prodotti agricoli che non rispondono a quei criteri produttivi, ambientali e sanitari garantiti invece dalla nostra filiera. Su questa partita – aggiunge Boneschi – anche il Governo Monti si è mosso in maniera ambigua, rinnegando le perplessità che erano state espresse dal precedente esecutivo. Condividiamo dunque le prese di posizione nettamente contrarie già espresse a più livelli dalle organizzazioni agricole del nostre Paese”.

Il Presidente Foroni: “I panificatori hanno ragione, Monti costringerà alla chiusura i piccoli forni del Lodigiano”


"I panificatori hanno ragione. Il Governo Monti sta assestando l’ennesimo colpo all’economia delle piccole imprese che ha fatto crescere il nostro Paese, a tutto vantaggio invece della grande distribuzione, in molti casi già in mano a operatori esteri. Sono altre le liberalizzazioni da fare, non quella che introduce la possibilità di cuocere il pane sette giorni su sette o quella che trasformerà in una giungla il comparto del commercio, senza più disciplina su orari e giorni di chiusura”. Il Presidente della Provincia di Lodi, Pietro Foroni, raccoglie il grido di dolore lanciato dall’Associazione dei panificatori del Lodigiano e dal suo Segretario Isacco Galuzzi, che hanno dato mandato alla Federazione italiana di categoria di tutelare il diritto al giorno di riposo. “Condivido la loro battaglia contro l’inutile e dannoso provvedimento del Governo – spiega Foroni – che non solo non rilancerà il settore, ma anzi provocherà forti problemi economici in una situazione già resa complicata dalla crisi e costringerà alla chiusura molte attività, che non potranno permettersi i costi di questa mazzata travestita da liberalizzazione. Anche i consumatori ne pagheranno le conseguenze, perché le botteghe e i forni dei nostri paesi e dei centri storici chiuderanno i battenti a tutto vantaggio degli ipermercati e dei centri commerciali. Senza neppure vantaggi sul fronte dell’occupazione: chi lavora nelle piccole imprese resterà a piedi, le grandi faranno fronte ai nuovi turni con gli straordinari e senza assumere nessuno. Anche questo provvedimento di Monti è tutto sbagliato”.
Da sempre nel Lodigiano i circa sessanta forni in attività hanno operato sei giorni su sette, rispettando il turno di riposo nella notte tra sabato e domenica e la clientela si è abituata al rito del “pane doppio” nel week end. “La decisione del Governo cancella con un colpo di spugna decenni di storia e il diritto al giorno di riposo, costringendo i forni, che spesso nelle nostre realtà sono a conduzione familiare, a organizzare turni di lavoro diversi con costi insostenibili. Finirà che anziché assumere gente, abbasseranno definitivamente la saracinesca – spiega Foroni -. Ne beneficeranno solo le grandi strutture commerciali di periferia, che hanno alle spalle forti realtà economiche e finanziarie e che imporranno ai propri dipendenti turni massacranti. L’effetto di questa finta liberalizzazione sarà impoverire ulteriormente la qualità della vita nei nostri centri e creare ripercussioni sul tessuto economico e sociale del Lodigiano. La battaglia dei panificatori – conclude il Presidente - è anche la nostra”. 

Provincia, sarà un Natale all'insegna della sobrietà


Cancellato il brindisi istituzionale, si farà una festa per i figli dei dipendenti


da www.terralodigiana.it

Natale all’insegna del risparmio quest’anno a Palazzo San Cristoforo, ma con una particolare attenzione rivolta ai bimbi. Saranno, infatti, i figli dei dipendenti i veri protagonisti del tradizionale scambio di auguri che si terrà in Provincia venerdì 23 Dicembre. “Ci è sembrato importante, - spiega il Presidente Pietro Foroni - in un particolare momento di difficoltà dovuto alla congiuntura economica, tagliare le spese, anche se minime, solitamente destinate agli auguri natalizi per i dipendenti dell’ente, salvaguardando, però i più piccini ai quali abbiamo voluto dedicare una giornata speciale in compagnia dei loro genitori”. Un brindisi natalizio in sordina, dunque, con semplice taglio di panettoni che il Presidente e la Giunta faranno insieme ai 230 dipendenti, ma rallegrato dalla presenza dei bambini ai quali saranno riservate tutte le attenzioni. I bimbi, infatti, saranno accolti da animatori speciali: i giovani volontari della Croce Rossa che per l’occasione si travestiranno da Babbo Natale per far divertire i piccoli ospiti con giochi e piccoli spettacoli d’animazione. “Una decisione - spiega ancora il Presidente - maturata con il pieno consenso della Giunta provinciale. Grazie alla consolidata collaborazione sia con la Croce Rossa Italiana che con altri enti no-profit territoriali, fra i quali l’Associazione Solidarietà San Francesco Onlus, siamo riusciti comunque ad allestire il caratteristico Presepe nel chiostro di San Cristoforo. Un segno importante, ricco di significato, un messaggio di auguri rivolto non solo ai nostri dipendenti ma in modo particolare a tutti i lodigiani”.
Sempre in linea col clima di austerity, è stato completamente cancellato il classico appuntamento per il brindisi che la Provincia ogni anno organizza nella settimana precedente alle festività con le Autorità e i vari esponenti delle istituzioni locali. “L’auspicio più importante - conclude Foroni - è quello di riuscire a rallegrare i figli dei nostri dipendenti, facendogli percepire il meno possibile la difficile situazione che il Paese sta oggi vivendo. Un modo per sentirci uniti in compagnia delle nostre famiglie.”

Expo, via Francigena e asse con Verona le novità annunciate da Foroni


da www.terralodigiana.it

Il Presidente della Provincia: "Vogliamo investire su questo appuntamento"



Protocolli già sottoscritti, un grande progetto d'area che è stato finanziato e ormai è partito, due gustose novità: tanti gli ingredienti che hanno reso oltremodo interessante il convegno su “Lodigiano per Expo – Terra Buona e Percorsi di Fiume” che lunedì 12 dicembre è stato aperto dagli interventi del Presidente della Provincia di Lodi, Pietro Foroni, e del Vice Governatore della Regione Lombardia, Andrea Gibelli. Ma cominciamo dal fondo, e appunto dalle novità illustrate da Foroni al pubblico intervenuto nella Sala dei Comuni di via Fanfulla. Una riguarda i siti espositivi legati ad Expo 2015, l'altra la via Francigena.
“Lodinnova, la società che gestisce la struttura polivalente di San Grato – ha comunicato il Presidente – è in trattativa con Fiera Verona per concedere in esclusiva quel padiglione per tutti i sei mesi di Expo. Chi gestisce un ente fieristico importante come quello veronese è così convinto che il Lodigiano saprà cavalcare Expo che punta sul nostro territorio come testa di ponte verso Milano”. Ed in effetti sono tre gli aspetti che secondo Foroni il Lodigiano può giocare a proprio favore in vista dell'Esposizione Universale: “Intanto, come Provincia e come Parco Tecnologico Padano il Lodigiano ha già sottoscritto degli atti formali, dei protocolli, che fissano nero su bianco dei paletti. In secondo luogo – ha ricordato – abbiamo presentato una progettazione, il Piano Integrato d'Area finanziato dalla Regione, che è destinato a trasformare il nostro territorio. Infine, siamo ad appena venti chilometri da Milano. Ecco, tutto questo ci fa dire che non siamo assolutamente in ritardo, anzi siamo probabilmente quelli messi meglio in vista di Expo”. Noi ci crediamo, ha aggiunto il Presidente della Giunta provinciale, “ma non basta, perché oltre alla parte pubblica deve mostrare di crederci anche quella privata, le imprese, il mondo dell'economia. Però, quello che stiamo facendo e quello che abbiamo in cantiere – e qui la seconda novità annunciata durante il convegno – come l'investimento che attraverso le azioni emblematiche (i fondi assegnati dalla Fondazione Cariplo, ndr) intendiamo fare sulla via Francigena, ci portano ad essere ottimisti, e non in maniera velleitaria”. Concetto quello della Francigena ribadito e sottolineato anche dal Vice Presidente della Regione, Andrea Gibelli, che ha ricordato la valenza di un turismo culturale sull'asse nord-sud dell'Europa che può trovare il suo centro proprio nel Lodigiano.
Gibelli, che ha creduto molto nel ruolo del Lodigiano in Expo, ha poi introdotto il cuore del convegno, dedicato a spiegare i contenuti del P.I.A., che ha portato alla Provincia e ai suoi partner – 10 Comuni, 2 enti ecclesiastici, il Parco Adda Sud e il Consorzio di Bonifica Muzza Lodigiana – un contributo dell'Unione Europea superiore ai quattro milioni di euro. Nel maxi progetto approvato dalla Regione una grande varietà di interventi strutturali e infrastrutturali che puntano a dotare il Lodigiano di un percorso cicloturistico che valorizzi e metta in rete le tante attrattive che la provincia offre in campo ambientale, culturale e paesaggistico.

ANCHE UNA GELATERIA E 4 NUOVI AGRITURISMI NEL MARCHIO LODIGIANO TERRA BUONA. PIOVONO ANCHE RICONOSCIMENTI PER DUE ALLEVAMENTI “DOC” ASSESSORE BONESCHI: “DALLA FILIERA LODIGIANA GRANDE ATTENZIONE ALLA QUALITA'”


Con una gelateria e quattro agriturismi, il circuito del marchio Lodigiano Terra Buona si va espandendo ancora. Sintomo di un'attenzione costante dei produttori locali alla qualità e nel contempo segnale inequivocabile del valore aggiunto che sul fronte della promozione e del marketing rappresenta ormai l'abbinamento al marchio. Matteo Boneschi, Assessore all'Agricoltura della Provincia di Lodi, presenta con soddisfazione i risultati dell'ultima riunione del Comitato del marchio Lodigiano Terra Buona, che ha approvato l'ingresso di cinque nuove aziende. La prima è la Gelateria Chiara di Lodi, che produce gelato artigianale. Si è trattato - spiega Boneschi - della certificazione di unattività di trasformazione che, oltre al rispetto di rigorose specifiche tecniche, nellambito del proprio processo di produzione valorizza anche il latte a marchio quale ingrediente di base per la produzione dei propri gusti alle creme. In questo modo si è venuto a completare un percorso di filiera controllata che si origina dallalimentazione degli animali in stalla e prosegue fino alle modalità di conservazione e somministrazione del gelato in negozio attraverso una serie di attività produttive svoltesi interamente sul territorio e che vedono il trasformatore finale approvvigionarsi direttamente presso il produttore agricolo.
Nel caso, invece, dei servizi erogati rispettando le prescrizioni contenute nel disciplinare Multifunzionalità in agricoltura le quattro nuove autorizzazioni riguardano lagriturismo Luna di Toninelli Fratelli a Marudo, il San Gabriele di Riva Luigi a Caselle Lurani, Le Gualdane di Cerri Angelo a Lodi Vecchio e lazienda agrituristica Isolone di Gruppi Luigi a San Rocco al Porto.
Tutte queste aziende agricole con connessa attività di ristorazione, e non solo, unitamente allagriturismo Le Cascine di Terranova dei Passerini, già da tempo inserito nel circuito Lodigiano Terra Buona spiega l'Assessore - si sono rese protagoniste dellapertura della Rassegna Gastronomica del Lodigiano, in occasione della quale al menù tipico hanno abbinato anche un piccolo evento di matrice rurale, ottenendo un buon riscontro in termini di clientela. Questo preludio alla Rassegna tradizionale affidato esclusivamente alle aziende agrituristiche Lodigiano Terra Buona, che in quel momento erano già ispezionate e in iter di autorizzazione, è stato ideato, oltre che per ampliare lofferta gastronomica, anche per abbinarla a un concetto di fruizione del territorio allargato a temi rurali, naturalistici e, perché no, anche culturali.
Proprio in questa logica le aziende agrituristiche certificate per il servizio di multifunzionalità hanno lobbligo di frequentare annualmente un corso di formazione organizzato dallAmministrazione Provinciale e mirato alla conoscenza del territorio, che le renda idonee a promuovere il turismo rurale nel senso più ampio del termine, facendo assumere loro un ruolo strategico nella comunicazione delle potenzialità del Lodigiano al di là dei servizi specifici erogati da ciascuna.
Del corso che si è tenuto questanno e che aveva come temi principali levoluzione storica e le tradizioni, i prodotti agricoli e le bellezze artistiche e architettoniche locali conclude Boneschi - è stato fatto un report ai membri del Comitato del Marchio e l'impatto è stato giudicato così positivamente da far nascere lauspicio di allargare il bacino dei soggetti economici operanti sul territorio destinatari di una simile attività formativa soprattutto in considerazione dellavvento di Expo 2015.
Ma che il marchio Lodigiano Terra Buona registri già importanti declinazioni anche sul fronte della produzione lo dimostrano gli straordinari risultati raggiunti da due allevamenti del territorio. Fino a qualche anno fa nessun allevatore ci avrebbe scommesso un centesimo spiega l'Assessore all'Agricoltura -, ma oggi se volete acquistare un riproduttore di alta genealogia della razza da carne Limousine non è più necessario recarsi nella regione della Limousine in Francia o raggiungere gli allevamenti semibradi sullAppennino Tosco-Emiliano, basta andare agli estremi opposti della nostra Provincia, dove si trovano gli allevamenti di Alberto Negri dellAzienda Agricola Negri Antonio di Valera Fratta e di Matteo Biancardi dellAzienda Agricola Biancardi di Maccastorna. Questa stupenda razza, nata nei pascoli ad Ovest del massiccio centrale francese, si è diffusa in tutta Italia dagli Appennini alla Pianura Padana arrivando anche nel Lodigiano (circa 1.400 vacche presenti iscritte al Libro Genealogico ANACLI) dove ha trovato due giovani appassionati che hanno saputo fare le giuste scelte di selezione fino ad arrivare a scalzare dal trono di migliori allevamenti dItalia, quelli toscani. Tra le scelte dei due allevatori nostrani spiega Boneschi - non va dimenticata quella operata proprio nel 2006 di entrare nel circuito Lodigiano Terra Buona assoggettandosi al disciplinare denominato Linea vacca vitello che prevede metodi di allevamento particolarmente attenti al benessere animale ed è imperniato sul concetto di convivenza di madre e vitello fino allo svezzamento naturale di questultimo. Secondo le prescrizioni del disciplinare è previsto, infatti, che il vitello debba avere la disponibilità di spazi dedicati in modo da acquisire poco a poco la propria indipendenza dalla madre senza alcuna forzatura. Già a partire dal 2007 cominciano ad arrivare i primi riconoscimenti: Matteo Biancardi a Villa Demidoff a Firenze vince con il suo toro SODA per la prima volta il titolo di campione Senior e campione assoluto della razza Limousine, riconfermandosi poi lanno successivo sempre a Villa Demidoff durante il congresso mondiale della Limousine con lo stesso animale. Nel 2009 tocca ad Alberto Negri farsi onore con il toro BAGGIO che vince alla Fiera nazionale di Cremona il titolo di campione Senior e campione assoluto di razza. Nello stesso concorso Matteo conquista la categoria Junior con il toro DOLCETTO. Nel 2010 a Firenze Alberto Negri fa il pieno con BAGGIO che si conferma campione Senior e assoluto, mentre il toro ETALON vince il titolo Junior. Infine, cronaca di questi giorni, il titolo di campione assoluto della Mostra nazionale di Cremona va al toro BAMBOU di Matteo Biancardi. Alla fiera di Codogno, appena conclusasi, i due riproduttori BAGGIO e BAMBOU hanno sfilato nel ring per il folto pubblico accorso ad ammirarli.