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La Viscolube cresce e investe per la sicurezza del territorio


Una linea di produzione in più, un elettrofiltro a umido per l'abbattimento delle polveri e l'installazione di un sistema denox non catalitico per l'abbattimento degli ossidi di azoto: sono tante le novità che porta con sé la nuova Autorizzazione integrata ambientale dello stabilimento Viscolube, che finalmente considera l'impianto di Pieve Fissiraga non più alla stregua di un inceneritore ma come un vero e proprio termovalorizzatore. E' qui, in questo gioiello della tecnologia ''made in Lodi'' che gli oli usati vengono riprocessati e sottratti all'incenerimento o al deposito per essere reimmessi nuovamente sul mercato. Ed è sempre qui che venerdì 27 aprile ha fatto tappa la Commissione per le Politiche ambientali della Provincia di Lodi.
''Il nostro obiettivo è di non tenere la Commissione confinata tra le mura di Palazzo San Cristoforo – ha spiegato il Presidente Alfredo Ferrari -, vogliamo anzi girare il territorio lodigiano per conoscere da vicino le aziende più importanti e gli investimenti che fanno per il rispetto ambientale''. Come nel caso di Viscolube, che ha voluto variare in anticipo sui tempi previsti la vecchia A.I.A. e d'accordo con la Provincia si è accollata anche investimenti che non erano previsti per legge, come l'impianto denox che rappresenta però un'ulteriore garanzia per la salute pubblica e per il rapporto tra questa ditta che la norma qualifica come sito a rischio di incidente rilevante e il territorio che la circonda.
Del resto la Viscolube è nata proprio qui, a Pieve, nel 1963 con la mission di rigenerare l'olio usato utilizzando una tecnologia innovativa – denominata Revivoil – che ha fatto dell'azienda lodigiana il colosso del settore nel nostro Paese, con una capacità di lavorazione fino a 130mila tonnellate annue di prodotto, anche se lo standard dettato dalla scarsa disponibilità di materia prima in Italia è ormai fissato sulle 80mila. Come hanno sottolineato lo stesso Ferrari e l'Assessore all'Ambiente Elena Maiocchi, nonostante la crisi l'impegno della Viscolube per il Lodigiano non è venuto meno: 900 mila euro saranno spesi per le nuove tutele previste dall'autorizzazione, e 4 milioni di euro serviranno a mettere in pista una nuova linea di produzione in grado di intercettare anche quegli oli usati che oggi finiscono all'incenerimento o in apposite discariche. E anche questo qualifica l'impegno ambientale e sociale della Viscolube e ne fa uno dei punti di forza della ''green economy'' lodigiana.
La Commissione ha preso atto degli interventi presentato da Francesco Gallo, il direttore della fabbrica; poi ha potuto fare un giro all'interno dello stabilimento per saggiare con mano il ciclo produttivo e gli interventi per la riduzione dell'impatto ambientale. Quindi il commiato.

Conto alla rovescia per la Fiera regionale di Borghetto


E' stato definito il programma ufficiale della 43° Fiera Regionale di Borghetto Lodigiano che anche quest'anno è patrocinata dalla Provincia di Lodi (il Presidente Pietro Foroni presenzierà alla cerimonia ufficiale di inaugurazione) e che presenta numerose novità, tutte in calendario tra il 4 e il 6 maggio, tranne una piccola ma significativa anticipazione di taglio culturale – un concerto del Maestro Mancino sullo storico organo della Chiesa parrocchiale - nella serata di giovedì 3 maggio.
Come di consueto la gamma di proposte economiche e di intrattenimento è davvero ampia e adatta ad un pubblico diversificato e naturalmente non mancano le novità, a testimonianza della continua capacità di rinnovarsi della manifestazione. Una particolare concentrazione delle iniziative più spettacolari è ovviamente prevista nella giornata clou di domenica 6, che vedrà la presenza di numerose attrazioni legate ai settori più tradizionali e originari della manifestazione, come la zootecnia, con una cospicua presenza di varie specie animali, o di impronta più moderna, come il vasto mondo dei motori, visto sotto vari approcci. Fiore all'occhiello di quest'anno sarà la presenza in Fiera da sabato mattina a tutta domenica di una monoposto F1 Ferrari, che verrà utilizzata anche per un imperdibile Pit Stop Challenge, una sfida a squadre di cambio ruote in velocità, aperta a tutti. Per chi poi volesse provare l'emozione della guida di una vettura da Grand Prix, saranno a disposizione gli originali simulatori Ferrari Virtual Academy, che, riproducendo fedelmente le prestazioni delle 'rosse' e alcuni circuiti prestigiosi, consentono di provare nei minimi dettagli le sensazioni - e l'adrenalina! - dei piloti al volante.
Alla tradizionale sfilata delle rombanti moderne Ferrari, si affiancheranno quest'anno alcune prestigiose vetture d'epoca, che possono vantare nel proprio curriculum la partecipazione alla celeberrima Mille Miglia: un gruppo ristretto ma particolarmente rappresentativo per il grande valore storico dei marchi presenti. Degna di segnalazione per gli appassionati anche una carrellata di una decina di jeep militari e 'campagnole' d'epoca. Gli appassionati di micromotori potranno invece cimentarsi in un torneo di prove cronometrate con modelli radiocomandati elettrici e con motori a scoppio nelle scale 1/10-1/8-1/5 o, ancora, assistere alle esibizioni dei piloti dei campionati italiani di categoria.
Le iniziative spettacolari legate alla presenza degli animali saranno incentrate sugli equini, in accordo con la specificità scelta da anni dagli organizzatori della manifestazione: uno show all'insegna della 'magia' del rapporto tra uomo e cavallo, ritmato da musiche incalzanti, sorprendenti coreografie, scintillanti costumi e affascinanti esibizioni di cavallerizzi esperti che montano esemplari di razza minorchina e spagnola. La più squisita tradizione di monta da lavoro italiana verrà messa in mostra da una decina di butteri maremmani con bardature e costumi tipici, che si cimenteranno in un percorso di superamento di ostacoli e nelle pittoresche sfide del torneo del saracino e del torneo della rosa, di cui illustreranno origini e leggende.
Trasportare gli spettatori indietro nel tempo fino al Medioevo sarà il compito dei falconieri, che faranno librare in volo alcuni rapaci di varie specie europee, asiatiche e nord-americane, ammirabili per tutta la giornata nelle apposite voliere; verrà inoltre offerta la possibilità del 'battesimo del guanto' a chi volesse provare a richiamare un falco sul proprio braccio, con precedenza ai ragazzini. Più legate all'ambito domestico le prove di agility e mobility dog dedicate a cani di tutte le razze, che si metteranno alla prova in semplici esercizi fisici lungo percorsi di gioco che valorizzano la loro relazione con l'amico uomo. Nel settore zootecnico da segnalare anche la presenza di numerosi volatili a piumaggio variopinto, in particolare canarini e pappagalli, e di una selezione di mucche da carne.
Le iniziative collaterali di taglio culturale avranno la loro prestigiosa location in Palazzo Rho: due mostre degli appassionati fotografi borghettini Oliviero Ferri e Paolo Moro, una rassegna di maschere e manufatti in terracotta della decoratrice mosaista Patrizia Longo e un'esposizione di dipinti simulativi del pittore autodidatta Gianmario Ferrari. I padiglioni commerciali ospiteranno una vasta gamma di proposte per la persona e la casa, in cui spiccano il comparto gastronomico (dalle carni tipiche lodigiane alla pasticceria, dalla pasta fresca alle bevande artigianali passando per confetteria e salumi) e l'artigianato d'eccellenza (tradizionale come la vetreria e la ceramica artistiche, o innovativo come le fonti d'energia rinnovabili e i sistemi di sicurezza). Legata al comparto delle carni doc anche una lotteria a premi che mette in palio ricchi premi in materia prima legati alle straordinarie tipicità locali.
Ancora da segnalare sul fronte dell'intrattenimento l'ampliamento di 3000 mq del luna park, che mette così a disposizione delle varie attrazioni una superficie di ben 4000 mq., aperte per un periodo più lungo rispetto alla Fiera stessa: dal 28 aprile al 13 maggio. E grazie all'investimento fatto dal Comune per la messa in sicurezza del sistema elettrico e l'attuazione di idonei accorgimenti potrà girare a pieno ritmo anche in caso di maltempo. Per il pubblico l'ingresso è come sempre gratuito; garantito un efficiente e ben fornito punto ristoro nonché il consueto intrattenimento musicale e di aggiornamento puntuale sulla scaletta della Fiera a cura di Radio Sound.

Inquinamento del Brembiolo, interviene la Polizia Provinciale


Inquinamento del Brembiolo, nuovo allarme nella Bassa. E' accaduto nella tarda serata di lunedì 23 aprile a valle di Ossago Lodigiano, quando la vigilanza volontaria della Fipsas (i pescasportivi), allertata dai cittadini della moria di pesci e del cattivo odore che proveniva dall'acqua del Brembiolo, ha messo in moto le procedure previste in casi analoghi. Sul posto è intervenuta una pattuglia della Polizia Provinciale di Lodi che si è preoccupata di tenere sotto controllo la situazione e di avviare le verifiche sull'origine dell'inquinamento. Difficile quantificare con esattezza la quantità di pesce avvelenato, ma sicuramente si parla di svariate decine di chili e di danni gravi all'ecosistema in quel tratto del colatore. Pesci sono stati trascinati dalla corrente fino a Zorlesco. La pioggia battente di martedì mattina ha contribuito però al dilavamento della sostanza inquinante e alla pulizia delle sponde, riportando la situazione alla normalità.
Pattugliamenti della Polizia provinciale sono proseguiti per tutta la giornata del 24 aprile, ma non si è potuto risalire all'origine dell'inquinamento. Dai primi elementi dell'indagine è però certo che non si è trattato di un guasto al depuratore di Ossago o di sversamenti da impianti censiti e dei vicini allevamenti zootecnici. Più probabile che la sostanza, quasi certamente di natura organica (liquame a giudicare dalla colorazione dell'acqua registrata dai primi testimoni e dall'odore), sia stata rilasciata in acqua non da un punto di immissione permanente; potrebbe essersi trattato invece dello sversamento da una cisterna.

Continua la caccia ai pescatori di frodo


Sono 4 e tutte ai danni di cittadini stranieri le violazioni accertate domenica 22 Aprile durante un’operazione di controllo congiunta della Polizia Provinciale di Lodi e del Comando Compagnia Carabinieri di Piacenza. Infatti, nell’ambito delle attività di monitoraggio del territorio e in particolare della prevenzione di episodi di bracconaggio e di pesca illecita lungo il Po, domenica mattina sono state impegnate un’imbarcazione della Polizia Provinciale con tre operatori, pattuglie di Guardie ecologiche volontarie sempre della nostra Provincia, un gommone del Nucleo Pneumatico del Comando Regionale dell’Emilia Romagna dell’Arma e una pattuglia in auto della Compagnia Carabinieri di Piacenza.
Nel corso della perlustrazione sul fiume e lungo le due sponde, dallo sbarramento di Isola Serafini, nel territorio piacentino, fino al Comune di Guardamiglio, sono stati fermati e denunciati 3 cittadini romeni perché impegnati a praticare la pesca fuori del periodo autorizzato per determinate specie ittiche e un loro connazionale perché sprovvisto della licenza di pesca. Sono state anche sequestrate 4 canne da pesca e a uno degli stranieri è stato contestato il transito in automobile in una zona di divieto.

Terzo SMART del 2012 nel Lodigiano, 25 i posti di controllo sul territorio L'Assessore Boneschi: ''Lavoriamo per garantire strade sempre più sicure''

Dalle ore 18.00 di sabato 14 aprile alle ore 01.00 di domenica 15 aprile 2012nell'ambito del progetto “SMART" in materia di sicurezza urbana, in collaborazione con le Polizie Locali dei Comuni aderenti, si è svolto il terzo evento Smart degli undici programmati nell’anno 2012, nonostante le condizioni atmosferiche avverse caratterizzate da pioggia a tratti intensa.
Nel corso dello Smart sono stati effettuati servizi preventivi di polizia stradale riguardanti il rispetto dei limiti di velocità, ed altri comportamenti di particolare rilievo per la sicurezza stradale, oltre ad attività di controllo sul commercio, ambientale e ittico-venatorio.
Come nei precedenti servizi, per le comunicazioni è stata utilizzatala la centrale operativa del Consorzio di Polizia Locale Nord Lodigiano, dove la FIRCB-SER (associazione di volontariato specializzata in telecomunicazioni) ha fornito l’assistenza tecnica per la gestione degli apparati radio. Le pattuglie hanno potuto, quindi, operare avendo a disposizione un’unica centrale operativa che ha messo in comunicazione contemporaneamente tutta la provincia.
Anche questa volta si è contato sull’ausilio di N. 5 pattuglie del Servizio Volontario di Vigilanza della Provincia di Lodi che hanno assicurato supporto logistico/tecnico alle pattuglie sul territorio ed effettuato controlli in materia ittico-venatoria ed ambientale.
Complessivamente le pattuglie di Polizia Locale dislocate sul territorio provinciale sono state 16 ed hanno partecipato all’operazione n. 34 operatori di Polizia Locale, 15 Guardie Volontarie del Servizio Volontario di Vigilanza della Provincia di Lodi per ausilio tecnico, oltre al personale volontario della FIRCB- SER.
In totale hanno partecipato n. 17 Comandi/Servizi di Polizia Locale rappresentativi di 28 Comuni Lodigiani e 3 Comuni del Milanese:

Provincia di Lodi
Consorzio P.L. Nord Lodigiano (per Comuni di: Casalmaiocco, Cervignano, Comazzo,Crespiatica, Galgagnano, Merlino, Montanaso Lombardo, Tavazzano con Villavesco e Colturano (MI))
Lodi
Camairago
Casaletto Lodigiano
Casalpusterlengo
Codogno
Cornegliano Laudense (in convenzione con Massalengo ed Ossago Lodigiano)
Graffignana
Guardamiglio
Maleo
Mulazzano (in convenzione con Dresano e Vizzolo (MI))
Secugnago
San Martino in Strada
San Rocco al Porto
Turano Lodigiano (in convenzione con Bertonico, Cavacurta, Terranova dei Passerini)
Zelo Buon Persico

I risultati conseguiti:

posti di controllo: 25
veicoli controllati 180
persone identificate 164
violazioni al C.d.S. 35 di cui

  • 1 per velocità pericolosa,
  • 2 per sorpasso non consentito,
  • 1 per mancato utilizzo cinture di sicurezza,
  • 1 guida con uso di cellulare,
  • 2 per mancato rispetto della segnaletica
  • 1 uso di luci improprie (azzurre)
  • 1 mancanza documenti
  • 20 divieti di sosta,

patenti ritirate 3 (1 per mancato rinnovo, 1 per circolazione con patente sospesa, 1 per sorpasso in zona di intersezione)
autoveicoli sottoposti a fermo 1 (per guida con patente sospesa)
carte di circolazione
segnalate per mancata revisione 4
controlli etilometrici 9 (tutti con esito entro i valori consentiti).

''Ancora una volta con il coordinamento della Polizia Provinciale – è il commento dell'Assessore alla Sicurezza di Palazzo San Cristoforo, Matteo Boneschi – grazie allo Smart si è garantito un controllo puntuale e diffuso del territorio, in un giorno e in un orario normalmente sempre molto critico per la sicurezza stradale. Quest'anno sono già tre i servizi Smart svoltisi nel Lodigiano, a tutela dei nostri concittadini e di un uso corretto delle strade. Ringrazio per questo tutti gli operatori coinvolti, le forze di polizia e i volontari impegnati, oltre alle Amministrazioni locali che continuano a lavorare con noi per garantire un Lodigiano sempre più sicuro''.

Sono 34 le Guardie Ecologiche Volontarie lodigiane promosse al corso


L’Assessore Boneschi: “Saranno le nuove sentinelle dell’ambiente”

Dal mese di  settembre al mese di  dicembre 2011, presso l’I.T.I.S “Volta” di Lodi si è svolto il corso di formazione per le aspiranti Guardie Ecologiche Volontarie organizzato dalla Provincia di Lodi, dal Parco Adda Sud e dal Comune di Lodi. Nelle ultime settimane, in due diverse sessioni a conclusione del corso, si è riunita presso la sede della Provincia la Commissione Regionale per la valutazione degli aspiranti che hanno sostenuto gli esami finali per l’ottenimento dell’abilitazione alle funzioni di G.E.V. In totale gli aspiranti che si sono presentati per sostenere l’esame sono stati  42, di cui 7 non sono risultati idonei e uno, idoneo, ha successivamente rinunciato.
Aderendo per quanto possibile alle preferenze già espresse da ogni G.E.V., al Parco Adda Sud sono stati assegnati 12  volontari, al Comune di Lodi 6, mentre alla Provincia di Lodi ne sono stati assegnati 16, di cui 7 già operanti in qualità di Guardie Ittico/Venatorie Volontarie.
Non appena ottenute le necessarie autorizzazioni (il decreto prefettizio di nomina a Guardia Particolare Giurata per la vigilanza ecologica volontaria e il decreto del Presidente della Provincia di nomina a G.E.V.), le 34 nuove Guardie Ecologiche Volontarie, con la necessaria gradualità, entreranno ufficialmente a far parte dei rispettivi Servizi di Vigilanza Ecologica Volontaria.
Le nuove  G.E.V., per tutto il tempo che sarà necessario, e che sarà valutato dai responsabili dei rispettivi settori, opereranno esclusivamente in affiancamento alle G.E.V. più “anziane” e quindi più esperte, partendo dalla conoscenza del territorio di competenza e acquisendo,  di volta in volta, l’esperienza necessaria ad affrontare le varie problematiche operative e di servizio. Le G.E.V. saranno munite di tesserino di riconoscimento e saranno ben riconoscibili poiché inizialmente indosseranno l’apposita pettorina, in attesa di essere dotate dell’uniforme.
“L’attività d’informazione e di vigilanza svolta dalle G.E.V. in ambito ecologico - ambientale risulta indispensabile per concorrere alla salvaguardia dell’ambiente e della fauna che lo abita – spiega l’Assessore Provinciale ad Agricoltura, Caccia, Pesca e Sicurezza, Matteo Boneschi -. La funzione preventiva svolta dalle G.E.V. è sicuramente prioritaria rispetto a quella prettamente repressiva e sanzionatoria, anche se quest’ultima non può certamente essere trascurata. Il cittadino quando vede all’opera queste “sentinelle” dell’ambiente si sente più sicuro, nella consapevolezza che vi siano persone che, volontariamente e gratuitamente, sottraggono del tempo libero alla famiglia e allo svago, per dedicarlo alla tutela dell’ambiente naturale. Non si può quindi che augurare a tutte le nuove G.E.V. una proficua e soddisfacente attività e un ringraziamento per l’attività che svolgeranno”.

A 28 volontari i diplomi in radiocomunicazioni di emergenza


Sono 28 i volontari che hanno concluso positivamente il corso specialistico di livello A2 in radiocomunicazioni di emergenza e che arricchiranno di nuove competenze la Protezione civile della Provincia di Lodi. “E’ con soddisfazione che ho consegnato loro la lettera con cui la Provincia certifica il superamento del corso – spiega l’Assessore alla Protezione civile Matteo Boneschi -. Gli attestati veri e propri potranno essere distribuiti non appena arriverà anche il via libera della Regione Lombardia. Il corso in radiocomunicazioni di emergenza è iniziato il 10 febbraio scorso per insegnare ai volontari quelle conoscenze nelle trasmissioni che possono essere messe in pratica quando le normali comunicazioni non sono utilizzabili. La formazione specialistica, che naturalmente segue il corso base per volontari di Protezione civile, si rende necessaria in funzione non solo delle trasmissioni all’interno dei singoli gruppi locali, ma soprattutto per la creazione della squadra radiocomunicazioni/TLC della futura colonna mobile provinciale. Si è anche voluto “standardizzare” le comunicazioni in vista di collaborazioni con enti specialistici in radiocomunicazioni”.
Il corso si è articolato in due parti: la prima sulla conoscenza della legislazione in materia di Protezione civile e radiocomunicazioni, e sulla conoscenza del funzionamento degli apparati radio e loro tipologia; la seconda dedicata all’utilizzo dei sistemi di radiocomunicazioni durante le emergenze, alla trasmissione tramite modulistica apposita e all’approntamento di stazioni campali. La prima parte è stata tenuta da docenti in radiotecnica e radioamatori, mentre la seconda parte è stata affidata alla FIR-CB, associazione specializzata in radiocomunicazioni. Sono stati svolti anche esercizi pratici per far conoscere le tipologie degli apparati radio e delle loro componentistiche accessorie, come le antenne. Sono state create inoltre delle maglie di comunicazioni differenziate e svolte prove di trasmissioni tramite modulistica specifica.
“In totale – ricorda ancora l’Assessore Boneschi – le lezioni sono state 9, comprensive di esami pratici e teorici come previsto anche dalle direttive Eupolis (ex Iref), per un totale di 28 ore. Si erano iscritti in 37, di cui 28 hanno sostenuto con esito positivo sia la prova pratica che la teorica, mentre 8 non hanno potuto garantire una frequenza sufficiente a sostenere l’esame e uno purtroppo non ha superato le due prove previste, a testimonianza che si tratta di selezioni vere e proprie e certamente non formali. L’esame pratico si è svolto il 24 marzo, quello teorico il 29”. Oltre a Boneschi, alla cerimonia di consegna hanno partecipato il Responsabile operativo Francesco Morosini, il Referente Area 1 e organizzatore del corso Rosario Villa e il Comandante della Polizia Provinciale Arcangelo Miano.

Poste, chiesta la convocazione di un tavolo regionale

Si è svolto nella mattinata del 5 aprile in Prefettura a Lodi il vertice convocato per discutere dell'ipotesi di ridurre giorni di apertura e orari degli sportelli postali in altri sei Comuni del territorio, dopo gli otto coinvolti dalla riorganizzazione di Poste Italiane nel 2011. In proposito, il Presidente della Provincia Pietro Foroni, subito pronto a recepire le preoccupazioni del Sindaci, ha dichiarato che ''su iniziativa del Prefetto e mia chiederemo la convocazione di un tavolo regionale, cui partecipino, oltre naturalmente ai rappresentanti del Lodigiano, anche la Regione Lombardia, l’Anci regionale e i vertici delle Poste in Lombardia, cui chiederemo una ricognizione dell’intera situazione degli uffici postali sul territorio, manifestando come già oggi quel senso di responsabilità che ci porterebbe a capire e a valutare con oggettività eventuali problematiche, ma a dire no a qualsiasi scelta calata dall’alto e semplicemente comunicata. Restiamo però del parere - ha proseguito Foroni - che il taglio al servizio rappresenti un passo indietro, anche rispetto all’ambizione che si continua a manifestare di voler guardare all’Europa. Siamo anche convinti che pur essendo una società di tipo privato, Poste Italiane Spa debba comunque farsi carico di servizi di pubblica necessità. Ribadisco la piena disponibilità dei rappresentanti del Lodigiano a discutere e a confrontarsi sulle scelte, ma non a subirle e basta, nel quale caso, per dirla in termini sindacali, si aprirebbe una fase di conflittualità tra Poste ed Enti locali”.

La Giunta approva progetti per mezzo milione sulle scuole


“In Giunta abbiamo dato il via libera a progetti di intervento sulle scuole per mezzo milione di euro. Continua, dunque, l’impegno della Provincia per garantire ad alunni, famiglie e operatori dell’istruzione edifici più funzionali e sicuri, mantenendo al Lodigiano quel primato nella qualità scolastica, anche strutturale, che ci è stato più volte riconosciuto a livello nazionale”. Il Presidente Pietro Foroni illustra i provvedimenti tecnici assunti nella riunione di Giunta di oggi, mercoledì 4 aprile 2012, che riguardano 4 scuole superiori e professionali del territorio: “Si tratta – spiega - del “Tosi” di Codogno, del “Pandini” di Sant’Angelo, di Villa Igea e del “Maffeo Vegio” di Lodi. Per tutti siamo già alla fase di approvazione del progetto preliminare, eseguito sempre dai tecnici del nostro Dipartimento Infrastrutture, Lavori Pubblici e Mobilità. Ora partiranno le procedure per le fasi successive di progettazione definitiva ed esecutiva e per l’affidamento dei lavori”.

“Siamo soddisfatti – gli fa eco l’Assessore all’Edilizia scolastica Mariano Peviani– perché già adesso, all’inizio di aprile, siamo in grado di concretizzare gli impegni contenuti nel piano delle opere pubbliche e di preparare i cantieri che permetteranno di presentare, all’avvio del prossimo anno scolastico, delle scuole ancora più efficienti e in sicurezza. Prosegue dunque la politica di manutenzione del patrimonio scolastico impostata fin dal nostro insediamento nel 2009 e che ci ha permesso di investire nei primi due anni e mezzo sette milioni di euro in questa direzione, che adesso diventano addirittura sette e mezzo”. E’ sempre Peviani a fornire i dettagli degli interventi sulle singole scuole: “L’investimento complessivo è di 490mila euro Iva compresa, ripartito in 4 progetti distinti:
-       Istituto Tecnico Agrario “Tosi” di Codogno, 120mila euro Iva compresa, di cui 94.248,00 per lavori e 25.752,00 per somme a disposizione; l’intervento riguarda il secondo lotto della messa in sicurezza e interventi antisfondellamento delle solette;
-       Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente “Merli” di Lodi (Villa Igea), 150mila euro Iva compresa, di cui 119.102,97 per lavori e 30.897,03 per somme a disposizione; l’intervento riguarda l’adeguamento di laboratori e servizi;
-       Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente “Merli” di Lodi (Villa Igea) e Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Pandini” di Sant’Angelo Lodigiano, complessivamente 100mila euro Iva compresa, di cui 80.571,32 per lavori e 19.428,68 per somme a disposizione; l’intervento riguarda in entrambe le scuole interventi strutturali ed impiantistici vari;
-       Liceo Statale “Vegio” di Lodi, 120mila euro Iva compresa, di cui 95.004,00 per lavori e 24.996,00 per somme a disposizione; l’intervento riguarda lavori di messa in sicurezza e antisfondellamento solette”.

“Si tratta – conclude l’Assessore Peviani – di progetti che intervengono su esigenze nuove o, come nel caso del “Tosi” e del “Vegio”, che permettono la prosecuzione di opere già avviate nei mesi scorsi”.

Pesca abusiva. Quasi 3.000 euro di sanzioni nell’ultima settimana di Febbraio. Assessore Boneschi: “Trasgressori in maggioranza romeni. Intensificheremo i controlli”


Attività di pesca abusiva particolarmente intensa negli ultimi giorni di febbraio ad opera prevalentemente di cittadini di nazionalità romena. La Polizia Provinciale e le Guardie Volontarie del Servizio Volontario di Vigilanza della Provincia di Lodi, infatti, durante o controlli effettuati lungo  I principali corsi d’acqua del territorio, in particolare il canale Muzza e suoi derivati, roggia Cavallera Crivella, roggia Regina Codogna e loro derivati e canale Tosi hanno elevato sanzioni per un totale di 2.719,22 euro.
“Il fenomeno di pesca illecita – spiega l’assessore provinciale alla caccia e pesca Matteo Boneschi - si è intensificato a causa delle basse portate idriche dei corsi d’acqua, dovute sia alle manutenzioni delle sponde che ad una minore immissione d’acqua nel fiume Adda proveniente sopratutto dal bacino idrico del lago di Como, che hanno contribuito a determinare una maggiore facilità dell’attività di pesca illecita. Infatti con minor acqua nei fiumi e nelle rogge i pesci sono più visibili e quindi facilmente catturabili. Gli interventi della Polizia Provinciale -aggiunge l’assessore - sono anche frutto delle segnalazioni dei cittadini la cui collaborazione è preziosa per contrastare questo il fenomeno che vede soprattutto all’opera cittadini romeni. Abbiamo intenzione di intensificare i controlli con ulteriori misure e a tal fine già domani incontrerò l’Ufficiale di polizia provinciale U.O. Polizia Locale e Protezione Civile Luca Pagano e il comandante della Polizia Provinciale Angelo Miano per mettere a punto nuove strategie.”.
Le 14 sanzioni contestate ammontano in totale a euro 2.719,22 euro e in particolare sono 13 riguardanti la pesca ( 2.681,64 euro) e 1 di caccia (37,58 euro). Nello specifico:

·       n. 1 sanzione amministrativa di pesca in quanto il trasgressore romeno pescava con le mani, senza licenza di tipo “B”, senza aver versato le tasse di concessione regionale, catturando n. 2 siluri oggetto di sequestro amministrativo, con sanzione pecuniaria di 209, 26 euro
·       n. 1 sanzione amministrativa di pesca in quanto il trasgressore romeno pescava con le mani , senza licenza di tipo “B”, senza aver versato le tasse di concessione regionale, utilizzando il guadino come mezzo di pesca e non come ausiliario nel recupero del pesce allamato all’apparato boccale, catturando n. 1 siluro oggetto di sequestro amministrativo, con sanzione pecuniaria di  294, 92 euro
·       n. 1  sanzione amministrativa di pesca in quanto il trasgressore, italiano, effettuava la navigazione con barca a motore in un luogo in cui è vietato dal piano ittico provinciale, con sanzione pecuniaria di 178,60 euro; tale divieto al fine di tutelare le zone umide naturali caratterizzate da acque ferme, ossia paludi, stagni, lanche, morte, teste di fontanili, budrii
·       n. 2 sanzioni amministrative di pesca in quanto il trasgressore romeno pescava,senza licenza di tipo “D”, senza il permesso del titolare e/o concessionario della gestione del diritto esclusivo di pesca, con sanzione pecuniaria complessiva di 184,52 euro
·       n. 1 sanzione amministrativa di pesca in quanto il trasgressore romeno pescava con le mani ,senza licenza di tipo “B”, senza aver versato le tasse di concessione regionale, catturando n. 1 carpa,  oggetto di sequestro amministrativo, con sanzione pecuniaria di  209, 26 euro
·       n. 2 sanzioni amministrative di pesca in quanto i trasgressori romeni pescavano con le mani , di cui uno era senza licenza di pesca di tipo “B”, entrambi senza aver versato le tasse di concessione regionale, senza  il permesso del titolare e/o concessionario della gestione del diritto esclusivo di pesca, catturando, trattenendolo, n. 18 esemplari di  carpa ( circa 50 kg stimati di peso), superando il quantitativo di pesca giornaliero permesso che è di 5 kg a testa:  tutto il pesce ,  oggetto di sequestro amministrativo, ancora vivo veniva rimesso nel corso d’acqua in cui era stato catturato, con sanzione pecuniaria complessiva di  489,84 euro
·       n. 3  sanzioni amministrativa di pesca in quanto i trasgressori romeni pescavano senza licenza di pesca di tipo “B”,  senza aver versato le tasse di concessione regionale, senza  il permesso del titolare e/o concessionario della gestione del diritto esclusivo di pesca, pescando a “ Strappo”, allamando il pesce in parti diverse dall’apparato boccale, le canne lenza con mulinello sono state  sequestrate, con sanzione complessiva di  euro 730,72
·       n. 2  sanzioni amministrative di pesca in quanto i  trasgressori, Romeni, pescavano senza licenza di pesca di tipo “B”,  senza aver versato le tasse di concessione regionale, senza  il permesso del titolare e/o concessionario della gestione del diritto esclusivo di pesca; le canne lenza sono  state sequestrate, con sanzione pecuniaria di 192,26 euro cadauno
·       n. 1 sanzione amministrativa di caccia per violazione alle norme di addestramento cani: utilizzava n. 5 cani segugio di età  inferiore ai 15 mesi, anziché utilizzare due cani contemporaneamente, come previsto dalla normativa vigente, per una sanzione di 37,58 euro

La Giunta provinciale dice “basta” ai disservizi ferroviari Il Presidente Foroni: “Stiamo studiando il contratto di servizio per mettere all’angolo Trenitalia e Trenord”


La Giunta provinciale dice “basta” ai disservizi che sono costretti a patire i pendolari lodigiani, alle prese giorno dopo giorno con ritardi, carrozze insufficienti, treni sporchi e insicuri. Il Presidente Pietro Foroni lo aveva assicurato al termine della riunione convocata in Provincia il 20 febbraio con i Sindaci dei Comuni sede di scalo ferroviario e con i comitati dei pendolari: “Anche se non è una nostra competenza, continueremo comunque a fare ogni cosa in nostro potere per migliorare una situazione disastrosa. Si tratta di una questione di civiltà”.
E così nella sua ultima seduta, la Giunta ha approvato un’apposita delibera con la quale l’Amministrazione provinciale affida allo stesso Presidente e all’Assessore ai Trasporti e Infrastrutture, Nancy Capezzera, il compito di esplorare tutte le strade per costringere Trenitalia e Trenord a rispettare sul fronte qualitativo il contratto di servizio con Regione Lombardia per il trasporto locale su ferro. “Non siamo rimasti con le mani in mano e già il giorno dopo la riunione del 20 febbraio abbiamo deciso di affrontare la questione senza quell’aplomb istituzionale che pure in questi anni ci aveva fatto ottenere anche dei risultati importanti, soprattutto per quanto riguarda orari e corse – spiega Foroni -, ma la situazione non è migliorata su tutti gli altri fronti, anzi è decisamente peggiorata, per cui abbiamo deciso di alzare il livello del confronto. E’ vero che non si tratta di una nostra competenza diretta ma, come su tante altre questioni in questi anni, non resteremo impassibili di fronte ai disagi dei nostri cittadini. Del resto è il Testo unico sugli enti locali che assegna alla Provincia il compito di rappresentare la propria comunità e di curarne gli interessi. E forse è proprio questo ruolo di pungolo e di tutela della popolazione che in questi anni ha dato fastidio a molti, che ora vorrebbero cancellare enti come il nostro”.
“La Giunta è assolutamente concorde su questo punto: come abbiamo già detto in più di una occasione anche all’Assessorato regionale competente, la situazione del trasporto su ferro è diventata insostenibile – chiarisce l’Assessore Capezzera -. Ritardi, numero e qualità dei treni, sicurezza dei convogli, pulizia delle carrozze, manutenzione dei materiali: sono temi che Trenitalia e Trenord devono affrontare con celerità, per dare tempistiche certe e garanzie di sicurezza e qualità ai viaggiatori che pagano per un servizio che oggi non è all’altezza della prima Regione italiana. I problemi dei pendolari investono l’intero tessuto sociale ed economico del Lodigiano, perché interessano migliaia di lavoratori e migliaia di studenti”.
Come promesso nell’incontro di lunedì 20, la Giunta provinciale intende prendere in mano la situazione e lo ha fatto già con un primo atto formale, deliberando di conferire al Presidente Foroni e all’Assessore Capezzera il mandato di attivare “ogni iniziativa politica, amministrativa e legale – spiega Pietro Foroni –. Non lasceremo nulla di intentato per ottenere la risoluzione dei problemi legati all’efficienza e alla sicurezza del trasporto su ferro. Come primo passo stiamo già studiando i contenuti del contratto di servizio firmato da Regione Lombardia e Trenitalia per capire su cosa in particolare e in che modo intervenire per ottenere risultati nel breve periodo. Intendiamo aprire un fronte di comunicazione diretto con Trenitalia e Trenord per inchiodarle alle loro responsabilità. Non escludiamo anche di raccordarci con le Amministrazioni di altre Province, penso a Piacenza dove vivono la nostra stessa situazione, per obbligare i nostri interlocutori a introdurre modifiche nel più breve tempo possibile, o con impegni formali nelle sedi istituzionali o con  il ricorso alla magistratura”.

Libero scambio con il Marocco, “un accordo sciagurato” L'Assessore Boneschi: “Dall’Europa un duro colpo alla nostra agricoltura, a rischio soprattutto le produzioni di pomodoro”


“Ancora una volta l’agricoltura italiana paga pegno a una politica europea miope e che baratta la sopravvivenza di un comparto strategico per il nostro Paese sull’altare di interessi che nulla hanno a che vedere con il futuro delle nostre imprese agricole e dei nostri consumatori. L’accordo di libero scambio con il Marocco votato dal Parlamento Europeo è troppo squilibrato a favore del mercato africano e delle multinazionali che si nascondono dietro di esso, che ora potranno liberamente inondare il nostro mercato di prodotti a basso e bassissimo costo godendo di privilegi come l’eliminazione di tutte le tariffe doganali su ben oltre la metà delle merci provenienti dal Marocco”. E’ molto critico il commento dell’Assessore all’Agricoltura della Provincia di Lodi, Matteo Boneschi, sul voto con cui l’Europa ha dato il via libera all’accordo di libero scambio, che farà sentire i suoi effetti soprattutto sui prodotti ortofrutticoli, ma non solo. “Hanno prevalso logiche politiche di apertura incondizionata alle economie dei Paesi del sud del Mediterraneo alla ricerca di nuovi assetti dopo la “primavera araba” e di sudditanza nei confronti delle economie agricole del nord Europa, che risentiranno poco o nulla di questo sciagurato accordo – dice Boneschi -, ma soprattutto ad avere la meglio saranno le grandi multinazionali, che delocalizzando le produzioni in Marocco e potendo contare su una mano d’opera a basso costo, spesso addirittura facendo lavorare i minori, metteranno sul mercato merce che potrà essere venduta a prezzi decisamente inferiori ai nostri grazie anche all’abolizione dei dazi, che resteranno invece in vigore su molte merci europee e italiane dirette in quel Paese. Al di là di qualsiasi lettura, si tratta di concorrenza sleale nei confronti delle nostre eccellenze. A rischio sono soprattutto le produzioni ortofrutticole di qualità italiane, a cominciare dal pomodoro. In queste condizioni è concreto il pericolo di chiusura di imprese, aziende collegate e indotto, con effetti devastanti sulla filiera e la perdita di moltissimi posti di lavoro”. 
“A guadagnarne non saranno purtroppo nemmeno i consumatori – sostiene l’Assessore provinciale – perché quelli che troveranno sugli scaffali dei supermercati saranno prodotti agricoli che non rispondono a quei criteri produttivi, ambientali e sanitari garantiti invece dalla nostra filiera. Su questa partita – aggiunge Boneschi – anche il Governo Monti si è mosso in maniera ambigua, rinnegando le perplessità che erano state espresse dal precedente esecutivo. Condividiamo dunque le prese di posizione nettamente contrarie già espresse a più livelli dalle organizzazioni agricole del nostre Paese”.